Niccolò Ammaniti all’Università di Foggia riceve la laurea honoris causa

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Dopo il conferimento della Laurea Honoris Causa in Filologia, Letterature e Storie allo scrittore Niccolò Ammaniti, durante la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Foggia, la città ha continuato ad ospitare lo scrittore romano che ha tenuto una lectio magistralis e un incontro che ha anticipato la proiezione di film tratti dai suoi romanzi, accessibile gratuitamente presso il Cineporto di Foggia.

Ammaniti dichiarandosi “orgoglioso di essere tra voi” ha ricordato che la Puglia è stata spesso luogo di creazione e ispirazione, in particolare “Io non ho paura”, uno dei suoi romanzi più famosi, è ambientato in una campagna pugliese, in un paese inventato. La genesi è avvenuta ormai diversi anni fa nell’agro di Candela, guardando le campagne a primavera inoltrata – quindi a mietitura del grano non ancora avvenuta – e all’interno di campi che segnano il confine tra Puglia, Campania e Basilicata. Ne è stata tratta la pellicola di Salvatores, girata quasi esclusivamente nella provincia di Melfi. Il best seller è stato pubblicato in oltre 50 paesi e ha reso Ammaniti uno degli scrittori italiani contemporanei più letti e tradotti all’estero.

Premio Strega nel 2006 col romanzo “Come Dio comanda” (Mondadori) e autore di altri celebri libri, adesso può vantare anche la Laurea Honoris Causa, ricevuta dal Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci con l’intervento dell’Assessore al Bilancio della Regione Puglia, Raffaele Piemontese.

Lo scrittore non sperava più nell’ottenimento di una laurea da quando aveva abbandonato gli studi a pochi passi dalla conclusione di Biologia all’Università di Roma. Come ha commentato lui stesso, al momento dell’ufficializzazione della laurea: “Faticosamente, esame dopo esame, avanzavo stancamente verso la laurea, ma quasi giunto alla meta ho abbandonato gli studi e ho cominciato a scrivere storie. Dopo, come un cane bastonato, evitavo di passare accanto ai muri della Sapienza, per arrivare nel quartiere San Lorenzo dovevo fare dei giri infiniti. Ho raccontato quegli anni nei miei libri, cercando di riscattare la brutta sensazione di aver mollato a pochi metri dalla vetta. Oggi, venticinque anni dopo, l’Università di Foggia mi conferisce una laurea ad honorem in Filologia, Letterature e Storia. Sono onorato e commosso di riceverla e, come si dice, a volte nella vita, si chiude una porta e si spalanca un portone”.

Caratteristiche necessarie per scrivere sono leggere e il “mettersi nelle scarpe degli altri”, ossia diventare il personaggio di cui si sta scrivendo attraverso le sue scarpe, che racchiudono la storia del loro proprietario.

Sono alcuni dei suggerimenti sulla scrittura emersi durante la lectio magistralis a Foggia tenuta da Ammaniti, tra cui il significativo paragone tra il processo della scrittura e la scalata da una montagna: a valle si può immaginare quali saranno i punti sui quali fermarsi, ma solo quando si sta effettivamente scalando è possibile capire se la roccia della storia sarà in grado di reggerci.

Le proiezioni dei film tratti dalle sue opere, dei registi Salvatores (Come Dio Comanda e Io non ho paura) e Bertolucci (Io e Te), e del docufilm The Good di Ammaniti, sono state introdotte da un dialogo con Fabio Prencipe, critico e membro CdA Apulia Film Commission.

Durante la conversazione Ammaniti ha ricordato che è in un periodo in cui stava pensando di abbandonare la scrittura, che si è trovato in Puglia, trovando l’ispirazione per un romanzo. Emozionato per l’accoglienza che la nostra terra gli ha riservato, a noi ha regalato la consapevolezza che la letteratura costituisca un elemento di unione tra le persone, perché “leggendo si capisce che le cose che ci avvicinano agli altri sono di più di quelle che ci allontanano” .

Mirella Vitrani

Foto©web

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