“I villanelli”, teatro e musica: favole sacre e pagane

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“Chi canta sona e abballa campa cient’ann!“ recita lo spettacolo di musica e narrazione popolare I Villanelli, sperimentato già in scena dall’attrice e regista Maria Filograsso, giovedì 5 gennaio è ospitato presso San Sebastiano, a Barletta, in via Municipio, alle ore 22:00.

I VILLANELLI, teatro e musica, favole sacre e pagane è parte delle “Manifestazioni natalizie” del Comune di Barletta, rientrante nella rassegna dell’Associazione Officina Creativa. In scena anche Alessandro Torzulli, chitarra e voce; Pepperino Leone ai tamburi. Regia e interpretazione di Maria Filograsso (di cui il Quotidiano Italiano ha parlato pochi mesi fa in un’altra occasione: http://bat.ilquotidianoitaliano.com/cultura-spettacolo/2016/09/news/72495-72495.html/).

La tradizione popolare è fatta di detti, proverbi, nenie, canzonette, benedizioni, maledizioni e scongiuri, favole e racconti. Portate dalle spalle solide della tradizione, queste storie di serve diventate regine, di gatte villane, amori e tradimenti, amori sofferti e poi trionfanti, hanno contribuito alla nostra memoria legata alla musica e al racconto, giungendo fino ad oggi e vivendo in parte nel nostro cantautorato e narrazioni.

Queste storie popolari portano con sé una poesia fatta di nostalgia e di temi legati al sentimento per la terra, il sole, il lavoro e le radici. L’urgenza di comunicare tali emozioni si trasformava in musiche e danze un tempo, e ancora oggi continua a farlo, nella sua evoluzione.

La musica popolare meridionale si caratterizza nella prima della metà del 1500 con la canzone villanesca, da cui ha origine la canzone napoletana classica e il madrigale.

Da questo genere di canzone prende spunto il titolo dello spettacolo teatrale “I Villanelli” e lo spettacolo stesso, arricchito di narrazioni.

I protagonisti vivono un viaggio che attraverso gli strumenti tipici della tradizione meridionale è costituito da musica e suggestioni popolari, come il profumo del pane caldo e del vino buono. Il momento del racconto davanti al camino diventa importante occasione di raccoglimento, e la storia si fa metafora esplicita di valori condivisi, come l’amore le cui pene mettono sullo stesso piano di un re e una regina, un servo e uno zingaro. E tutti, perciò, hanno bisogno di esorcizzare cantando e brindando, comportandosi cioè da “villanelli”.

Mirella Vitrani

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