“The Maestro”: Francesco Lotoro e le sue ricerche sulla musica nei lager in un docufilm a Londra

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Una piccola città del sud Italia dove è nato uno dei sogni più temerari della storia della Musica: così definiscono la città di Barletta a Londra, in occasione di un evento in cui si proietta e si discute del docufilm The Maestro, sulla vita e l’ambizioso progetto di Francesco Lotoro, il pianista che ha registrato e raccolto le musiche dei lager durante la Seconda Guerra Mondiale.

“…Each note sounds like a challenge to the oppressor”, ovvero ogni nota suona come una opportunità di riscatto, ma anche di espressione e di speranza, contro l’oblio dei campi di concentramento.

Il Maestro si è occupato di recuperare, archiviare, registrare, pubblicare, promuovere tutta la musica prodotta in tutti i Campi di concentramento dal 1933, anno di apertura del primo Lager, fino alla chiusura dell’ultimo Gulag per prigionieri di guerra, nel 1953.

E’ dal 1989 che Lotoro ha intrapreso il giro del mondo per ridare vita a quei posti di morte, sopravvissuti grazie alla memoria che, anche la musica e, in particolare, quella da lui raccolta, ha tenuto in vita.

Il valore di queste migliaia di opere musicali è inestimabile, riportate alla memoria dopo 70 anni di oblio, portando con esse l’umanità delle vite di chi le ha composte e di chi le ascoltate. Il documentario a lui dedicato e tradotto in inglese è stato proiettato a Londra domenica 20 novembre in occasione del UK INTERNATIONAL JEWISH FILM FESTIVAL . Narra dei suoi vent’anni di viaggio alla ricerca dei musicisti ebrei sopravvissuti, partendo da Barletta e girando il mondo: da Bangkok ai più sperduti villaggi della foresta thailandese, dove ha incontrato indigeni che ancora ricordano i canti dei lavori forzati della Death Railway; o, per esempio, a Parigi, incontrando l’ebrea ultracentenaria Wally Karveno che gli ha consegnato il suo Concertino per pianoforte e orchestra da camera scritto in segregazione a Gurs.

Il docufilm è in coproduzione franco-italiana , con regia del franco-argentino Alexandre Valenti, il quale, pur avendo girato tanti celebri documentari , considera questo il più importante e coinvolgente. Hanno collaborato France 2, France 5, Les Bon Clients, DocLab, Intergea, RAI, Istituto Luce. Nessun continente e luogo è stato trascurato, al fine di scovare fino all’ultima musica scritta dai deportati.

The Maestro – titolo tratto dall’omonimo libro che narra la stessa storia, di Thomas Saintourens- ha ricevuto l’alto patronato dell’UNESCO e, dopo Londra, sarà presentato presso numerosi festival. Della durata di 75 minuti in alta definizione, è stato realizzato in versione cinematografica e televisiva, più una versione di 52 minuti realizzata attualmente per France 5; a gennaio 2017 è prevista la proiezione anche in Italia. Si starebbe in più già progettando un sequel del documentario.

Una delle più importanti organizzazioni ebraiche del mondo, la Jewish National Fund , si è molto interessata alla vita di Lotoro, ormai il più grande esponente della musica nei lager, e lo scorso Luglio ha elaborato un progetto che lo ha voluto direttore dell’orchestra giovanile israeliana di Yerucham (a Negev, sud d’Israele), che suona esclusivamente musica scritta nei Campi di concentramento ed esordirà il prossimo aprile con un grande concerto nello Stato d’Israele presso la fortezza di Masada.

“Se tutti questi musicisti fossero sopravvissuti, la cultura umana e il mondo musicale del XX secolo si sarebbero sviluppati in modo diverso” questa è la motivazione che ha spinto il compositore Francesco Lotoro ha credere nella sua impresa, portando avanti fino all’ultimo la sua ricerca di testimonianze musicali dall’inestimabile valore storico e culturale. L’impresa continuerà a conquistare riconoscimenti nel tempo; anche il Comune di Barletta ha recentemente concesso lui l’autorizzazione, tramite il Bando di Concorso della Presidenza dei Ministri, per la fondazione della Cittadella della Musica Concentrazionaria, progetto avanzato di recupero, salvaguardia e archiviazione della musica ebraica, i cui lavori prenderanno inizio a marzo e dovrebbero essere conclusi entro il 2020.

Mirella Vitrani

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