Canosa di Puglia, su San Sabino convegno ad Atripalda (Av): «Enigma storico»

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Sono le parole del sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia, espresse nel corso del convegno “San Sabino vescovo di Abellinum, patrono di Atripalda, alla luce della tradizione storica”, che si è svolto nell’aula consiliare del Comune della provincia di Avellino, sabato 13 settembre. Il meeting ha dato inizio ai festeggiamenti in onore del santo, forse semplicemente omonimo del patrono di Canosa, che visse tra il 461 e il 566 dopo Cristo. E’ stata questa occasione, infatti, per discutere di un enigma storico che da anni appassiona gli studiosi: la presenza di un san Sabino campano, attestato in alcune fonti storiche e rivendicata dalla cittadina irpina come suo vescovo.

Al convegno, su invito del sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, ha preso parte, oltre al primo cittadino, anche l’assessore alla Cultura del Comune di Canosa, Sabino Facciolongo. Della complessa figura del vescovo Sabino, nel corso del convegno, presieduto dal nunzio apostolico emerito, monsignor Luigi Barbarito, ha parlato anche Gennaro Passaro, docente di “Storia della Chiesa locale” dell’Istituto di Scienze religiose “Giuseppe Moscati” di Avellino, e il parroco della cattedrale “San Sabino” di Canosa, monsignor Felice Bacco. Le conclusioni sono state curate da Virgilio Iandiorio, dirigente scolastico dell’Istituto di Scienze religiose di Avellino.

Nel complesso si è trattato di un momento di confronto su due posizioni storiche contrapposte ma sicuramente volte ad approfondire la complessa figura di san Sabino, nel contesto storico del suo tempo. “Comunque la si veda e qualunque sia la conclusione storica su questa diatriba – ha commentato il primo cittadino di Canosa – il vescovo Sabino ha rappresentato un fulgido esempio e forza ispiratrice per la propria comunità e per gli amministratori di ogni tempo del territorio”.

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