Barletta Piano Festival, splendido avvio con Gugnin ma Caporale: «Basta coi miracoli, occorrono risorse certe per la cultura»

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 Il festival è tra gli  eventi più significativi e apprezzati dell’intera regione, uno tra i pochi festival riconosciuti  da “Puglia Sounds” e parte integrante della rete “Feste musicali di Puglia”.

Un “miracolo” organizzativo che quest’anno ha voluto lanciare una sfida, al pubblico e alle istituzioni, scegliendo la formula dell’ingresso gratuito agli eventi. A proposito dell’indifferenza delle istituzioni, scrive Caporale, presidente uscente della associazione organizzatrice:«Quest’anno, nonostante sia programmato un solo concerto per pianoforte ed orchestra, il profilo artistico del festival non mostra alcun segno di decadenza, proponendo una serie di recital pianistici di assoluto rilievo.

Giovani pianisti dalla ragguardevole capacità virtuosistica, già pluripremiati e lanciati sulla scena musicale internazionale, si alterneranno ad esponenti  ormai riconosciuti e affermati del panorama concertistico, conferendo al festival quella connotazione di promozione dei giovani talenti, e di ricerca indagatrice e coraggiosa del repertorio pianistico, che ha reso riconoscibile a livello nazionale, e non solo, il Barletta Piano Festival.

Il concerto del giovane pianista russo ha incantato e emozionato il pubblico che, numeroso,  ha affollato i banchi della cattedrale di S. Maria Maggiore. Gugnin è il vincitore della ultima edizione del concorso internazionale “Gina Bachauer”. Concorso che ha visto la partecipazione della città di Barletta quale prestigiosa sede delle fasi eliminatorie insieme a Hong Kong, Mosca, Amburgo, New York e Salt Lake City. Il giovane musicista   ha mostrato di possedere qualità straordinarie, non solo dal punto di vista meramente tecnico, ma anche e soprattutto dal punto di vista interpretativo, per la ragionata e sensibile intelligenza delle scelte agogiche, e per aver mostrato una intensità interpretativa emozionante ed emozionata. Doti più che bastevoli a tributargli onori degni dei più grandi.

 La premessa di questa stupefacente inaugurazione lascia presagire il meglio per i successivi sette appuntamenti che vedranno esibirsi il Maestro P. Iannone e l’Orchestra sinfonica della Provincia di Bari al Teatro Curci. Mentre la libreria Cialuna ospiterà i concerti di alcuni pianisti vincitori di concorsi internazionali come Alessandro Deljavan, Olga Zdorenko, Leonardo Colafelice, Giorgio Trione Bartoli, Francesco Zappalà e Mariacristina Buono.

Nonostante il periodo di crisi, dunque, ancora una volta il Barletta Piano Festival mostra una serietà di approccio ed una capacità organizzativa meritevoli della più alta considerazione.

Ma non possiamo fare di più!  E’ questo un evento che ha connotato e contraddistinto la città di Barletta in questi ultimi otto anni, ma sempre ed in ogni occasione è stato da noi vissuto – dal Maestro Iannone e da me – con il timore di non potercela fare per l’impossibilità di contare, in tempi e modi ragionevoli, sul sostegno attivo della amministrazione Comunale, con risorse incerte e sempre stanziate in limine mortis, ovvero a pochi giorni dalla inaugurazione.

Mi  chiedo come è possibile programmare un evento e promuoverlo con la necessaria serenità ed efficacia se, a pochi giorni dalla sua inaugurazione, non si conosce l’entità delle risorse disponibili, i luoghi, e tanto meno i tempi. Né ci sembra possibile il continuo ripetersi del miracolo organizzativo del Maestro Iannone, che ogni volta è costretto a mettere in campo il proprio prestigio e la considerazione internazionale di cui gode, perché artisti di chiara fama suonino a Barletta gratis o per un irrisorio rimborso spese.

Sarebbe auspicabile, e per questo confido nella sensibilità e nella lungimiranza della attuale amministrazione comunale,  che le manifestazioni come la nostra, capaci da tempo di conquistare  una credibilità internazionale ed un invidiabile prestigio, divengano, come Il Castel dei Mondi ad Andria, o il Festival di Martina Franca, patrimonio culturale della città, e dispongano di risorse certe in bilancio, non riconducibili agli occasionali eventi estivi. Solo così quanto seminato in questi anni potrà liberare le proprie potenzialità inespresse. Attraverso la promozione e la programmazione fatta nei tempi e nei modi giusti si potrà contare  nella presenza a Barletta di un turismo culturale che la città merita e di cui ha un salutare bisogno. Per ora godiamoci questa edizione, che sarà memorabile ed entusiasmante. Ai problemi irrisolti, ma certamente risolvibili, pensiamo poi!»

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