Canosa di Puglia, libro “Castel del Monte-Manuale storico di sopravvivenza”: crociata contro falsi misteri

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 Il Medioevo è stato spesso oggetto di deformazioni e spesso è stato trasformato in “Medioevo fantasy, figlio del medioevo ottocentesco”. Numerosi sono stati i luoghi comuni e gli stereotipi che hanno investito l’identità di Castel del Monte, edificio medievale, del XIII sec., voluto da Federico II. “In molti, a partire dalle teorie di Tavolaro negli anni ’70, hanno sostenuto ipotesi che identificano Castel del Monte con un tempio, con implicazioni matematico-astronomiche, sottolineando l’assenza di cucine, del fossato, di elementi difesivi tipici di un castello. Ecco, le fonti dimostrano il contrario, in quanto sono gli stessi documenti della cancelleria sveva a dimostrare il volere di Federico II di costruire un castrum, un castello, nelle vicinanze del monastero benedettino di Santa Maria del Monte, in un punto visibile e strategico per la difesa”, spiega Ambruoso.

Non a caso un altro stereotipo da sfatare è quello dell’isolamento; ecco, le fonti dimostrano che il castello non fu costruito in un punto deserto ma, al contrario, posto sulla strada che collegava Andria al Garagnone e a Gravina, a pochi passi dalla via Traiana. L’autore ha poi posto l’attenzione sulla funzione simbolica di Castel del Monte, sul fantomatico ottagono, che non nasconde tuttavia alcun significato misterioso, poiché “l’ottagono non era una figura estranea agli Svevi ed era legato al simbolo della corona imperiale degli stessi, ereditata da Ottone I di Sassonia”.

Dunque il presunto vuoto documentale, sul quale si sarebbero basate tutte le teorie alternative, risulta essere un falso storico, poiché sono i documenti stessi a dimostrare inevitabilmente la funzione del castello federiciano. Un libro, Castel del Monte Manuale Storico di Sopravvivenza, che racchiude anni di analisi storica su Castel del Monte, che cerca di salvare il castello medievale dalla deriva del mito e dal peso delle stratificazioni interpretative errate. Si ricorda infine che il volume contiene un’appendice di Anna Castriota, docente di Politics presso il St Clare’s College di Oxford, dal titolo Il Manoscritto numero 408 o Codice Voynich: tra verità e mito.

 

Dalila Di Gioia         

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