Canosa di Puglia, il Rotaract festeggia 30 anni e “passaggio del martelletto”

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Su tutti è comunque annoverabile la presenza di don Lello Iacobone, eclettico fondatore del Rotaract nel paese di origine e ora di stanza in Vaticano, che ha permesso ad altri ragazzi di ereditare ed appoggiare il messaggio che per primo ha diffuso nel suo territorio.

Erano presenti, tra i tanti, il presidente del Rotary, dott. Gianni Cefola, gli avvocati Enzo Princigalli (attuale presidente della BCC di Canosa), Lara Lamesta e Vincenzo Quagliarella che hanno rivestito la massima carica rispettivamente nel biennio 1984-86, in quello 1996-98 e nell’anno sociale 2000-01. Sono intervenuti per raccontare le loro esperienze, davanti a nuovi e vecchi soci giunti pure dai Club limitrofi del Distretto 2120 cui fa capo Canosa, anche Titti Quagliarella (presidente tra il 1991 e 1992, insignita anche di un particolare omaggio per l’aiuto che ha fornito per la realizzazione del cerimoniale), Maurizio Verderosa (2010-11), Luigi Germinario (2011-12) e Loris Virginia Ricci (2012-13). Questi ultimi tre sono stati presidenti di un “nuovo corso” ripreso nel 2010, dopo un’interruzione di circa nove anni.

Ultimo di questa serie è stato Marco Tullio Milanese, presidente uscente, che ha illustrato le iniziative compiute durante il proprio anno sociale (con AVIS, Telethon, AIRETT, più diverse raccolte benefiche che hanno portato a donare beni alimentari alla locale Caritas), riviste tramite una lunga carrellata di immagini.

Oltre all’esperienza rotaractiana descritta dai singoli “past-president”, è stato accolto da una standing ovation il già citato Luigi Germinario che, nel biennio 2015-16, rivestirà il ruolo di Rappresentante Distrettuale, ossia la massima autorità della famiglia Rotaract di Puglia e Basilicata.

Chiuse le operazioni di rassegna dell’anno appena conclusosi, è avvenuto il passaggio di consegne tra Marco Tullio Milanese e Leonardo Mangini, presidente del nuovo ciclo, all’attenzione anche dell’attuale RD, Paola Aprea, e del Delegato di Zona Cristina Roggio, entrambe presenti al tavolo di conferenza. Una volta insignito di collare, spilla, campana e martelletto come da rituale, Mangini ha ringraziato i presenti accogliendo i messaggi dei suoi predecessori. “Fare Rotaract”, dunque, non è un’insegna da mostrare a titolo onorifico, ma significa agire sul campo senza trascurare le priorità della vita ma neppure affrontando un impegno con superficialità. con dedizione, credo e valori. Unendosi al primo presidente di Club che l’aveva fatto in precedenza, ha salutato l’assente avvocato Gianni Lomuscio, rotariano della prima ora, presenza ferma e costante per i giovani.

Sono stati infine illustrati i progetti locali, di zona e distrettuali, che comprendono una raccolta di libri, la realizzazione di un desiderio per bambini affetti da gravi patologie (il “Make a Wish”, n.d.r.) e la “Food Bank”, ossia la colletta di vivande a favore di Caritas e Croce Rossa, di cui il Rotaract di Canosa è stato involontario antesignano. Proprio nel corso della mattinata, i molti ospiti intervenuti hanno garantito al Club di giovani di portare nuove derrate alla “Casa Francesco” di Canosa, proprio in virtù del rispetto dei crismi dell’associazione. Quest’ultima, per concludere, ha promesso di riorganizzare l’iniziativa “100 in vista” nel mese di settembre prossimo, con la collaborazione di Rotary e Comune, al fine di premiare le nuove potenziali eccellenze che hanno conseguito la maturità con il massimo dei voti.

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