Barletta, “Intrecciare i fili tra le culture”: mostra Università Terza Età e Club Unesco

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Il tema prescelto è “INTRECCIARE I FILI TRA LE CULTURE”, frutto di un progetto teso a conoscere e a confrontarsi con gli altri popoli, che ha visto gli iscritti dell’Unitre coinvolti nella ricerca dei materiali e nell’allestimento. Saranno gli stessi allievi a farsi carico di accompagnare i visitatori in un percorso che  evoca ricordi legati a Paesi e culture geograficamente lontane ma che hanno anche diversi punti di contatto, tra questi il legame con le tradizioni, con il sacro e i valori tramandati di generazione in generazione.

La serata sarà aperta dal saluto dei Presidenti dell’Unitre, prof.ssa Angela Paolillo e dell’UNESCO dott. Mario Tatò, il percorso espositivo sarà illustrato dalla dott.ssa Marcella Ruggiero, direttrice dei corsi Unitre. Seguirà la sezione “Culture in musica” curata dal maestro Paolo Ruggiero che legherà il linguaggio universale della musica a quello multiculturale della Mostra.

Nella Mostra trovano spazio oggetti e manufatti provenienti dai cinque continenti, accanto ai lavori realizzati dal laboratorio “LA BOTTEGA DELLA CREATIVITA’“ inserito nell’attività didattica dell’Unitre, sotto l’esperta guida della signora Elisabetta Landriscina.

La mostra si propone, ancora una volta, di richiamare l’attenzione sull’artigianato, sull’importanza della manualità e sulla capacità creativa, che contraddistingue l’uomo di tutti i tempi e a tutte le latitudini.

Il colore e le tinte vivaci prevalgono nei manufatti tipici dei Pesi del Sud del mondo, mentre il bianco ben si presta a far risaltare i delicati ricami europei. Anche i tessuti adoperati sono particolari e in stretta relazione alle materie prime disponibili nelle diverse aree geografiche. Sono presenti nella Mostra anche ricami e tessuti frutto dell’artigianato italiano, ma che rimandano per soggetto e colori a Paesi esotici.

Oggetti tipici di alcune nazioni completano l’allestimento contribuendo ad entrare in quel clima multietnico che è anche un auspicio, convinti, come scriveva la prof.ssa Silvia Liaci presidente del Club Unesco locale scomparsa lo scorso ottobre, che: “In una fase critica, che vede ridursi drasticamente le risorse materiali, è ragionevole fare appello al ricco patrimonio intangibile prodotto nel tempo dalle varie culture, per metterlo in comune, attraverso un mobilitazione generale, nella convinzione che solo dalla multiculturalità si possa trarre la speranza di un altro mondo possibile”.

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