Andria, progetto “Libertà e Dignità”: verso l’inclusione sociale

0
257

Si tratta di un percorso di accompagnamento all’inclusione sociale per soggetti penalmente svantaggiati, realizzato tra ottobre 2013 e maggio 2014, che ha coinvolto 15 persone impegnate per oltre 200 giornate tra tirocini lavorativi e stage.

L’evento è il frutto di una corretta mediazione tra le esigenze di un seminario tecnico giuridico e la necessità di una comunicazione più generalista e più accessibile all’opinione pubblica. Una prima parte sarà pertanto dedicata agli interventi di carattere tecnico-istituzionale: Nicola Giorgino, Sindaco di Andria; Benedetto Fucci, parlamentare e componente della commissione affari sociali della Camera dei Deputati; Filippo Bortone, presidente del Tribunale di Trani; Giuseppe Martone, Provveditore regionale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria; Mirella Malcangi, dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Bari; Pietro Rossi, Garante regionale dei Diritti del Detenuto; Giovanni Gorgoni, Direttore Generale della Asl Bat; Nunzio Mazzilli, presidente Enap Puglia e Sara Suriano, giudice onorario presso il Tribunale di Sorveglianza di Bari.

La video proiezione di un corto dal titolo “Libertà Possibile” farà da preludio ad una serie di testimonianze di vita vissuta, alcune straordinarie ed altre ordinarie, ma tutte per certi versi emblematiche: Alessio Giannone (in arte “Pinuccio”), attore e regista; Filippo La Mantia, chef stellato, maestro di cucina e conduttore televisivo; Don Andrea Bonsignori, direttore “Scuola del Cottolengo” di Torino; Vito Sabatelli, presidente dell’associazione di promozione turistica “Trullando” di Putignano e Salvatore Loglisci, coordinatore della cooperativa sociale “Campo dei Miracoli” di Gravina di Puglia.

“La filosofia del progetto – afferma Magda Merafina, assessore ai servizi sociali – è quella di operare una sorta di trasformazione culturale dell’intero sistema, intervenendo non tanto o non soltanto sull’individuo in condizioni di svantaggio socio-economico e sul suo nucleo familiare, quanto sull’intero scenario di contesto, scardinando i meccanismi di riproduzione del pregiudizio sociale e coinvolgendo il pubblico, il privato, il volontariato ed il comparto economico produttivo. Il percorso è quindi finalizzato alla prevenzione di ulteriori fenomeni di devianza dovuti all’esclusione sociale di detenuti ed ex detenuti. L’integrazione sociale e l’inclusione lavorativa dovrebbero allora procedere, per quanto difficile, di pari passo. La riduzione di possibili cause di recidiva, il superamento della vecchia logica assistenzialista ed il miglioramento del benessere individuale, famigliare e collettivo ne sarebbero il naturale corollario”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here