Gioco d’azzardo piaga sociale: Azione Cattolica Diocesana avvia progetto “Con l’azzardo non si gioca”

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“In tutte le sette città della nostra Arcidiocesi la “piaga sociale del gioco d’azzardo” è dilagante proprio a causa della numerosa presenza di locali adibiti a questa attività, che certamente è solo una parte del fenomeno, non potendo registrare i “giochi” che avvengono in modo illegale o via internet. Abbiamo inteso avviare con il progetto “Con l’azzardo non si gioca”, nel Liceo Scientifico statale “Carlo Cafiero” di Barletta, dei momenti di sensibilizzazione per rilanciare una corretta idea di gioco, elemento essenziale nella esistenza di ogni uomo, che apre alla relazione, al riposo intelligente della mente e del cuore, al benessere emotivo di chi sa vivere nella quotidianità vittorie e sconfitte.

Gli obiettivi del progetto:

– sensibilizzare i giovani a riflettere sulla problematica in questione, attraverso una conoscenza ampia e globale del fenomeno (aspetti psicologico-individuali, aspetti sociali e legali), una possibile distinzione tra gioco sociale e gioco d’azzardo patologico (GAP) e una comprensione del gioco in età adulta;

– motivare e suscitare i giovani ad aderire alla campagna nazionale: “Mettiamoci in gioco!”;

– realizzare a livello locale iniziative a sostegno della campagna.

Si ringrazia il Dirigente Scolastico, prof. Luciano Gigante, che ha permesso di avviare questo progetto, il dottore in psicologia Mauro Dell’Olio coordinatore del progetto, il prof. Domenico Rizzi, e i giovani di AC della parrocchia S. Paolo di Barletta, studenti del medesimo Liceo; il tutto con il coordinamento del Laboratorio diocesano della formazione della nostra AC.

Abbiamo scelto di partire da una Scuola superiore, per formare delle personalità solide e attente all’uso corretto del denaro, ad una maggiore autonomia critica, alla rinuncia e a quelle scelte di sobrietà che possono permettere a ciascuno di superare gli inevitabili ostacoli della vita”, dichiara il presidente AC Citro.

“L’intento è continuare a promuovere progetti per un “gioco sano e formativo” su tutto il territorio diocesano, coinvolgendo Scuole, Parrocchie e famiglie, per tessere insieme un “patto di alleanza” tra tutte le figure che si vogliono impegnare per la qualità della vita e il benessere comune! Inoltre rivolgiamo un appello agli Amministratori pubblici perché applichino la recente Legge regionale sul “Gioco d’azzardo patologico”, del 20.12.2013, che tra l’altro impone alle sale da gioco una distanza di sicurezza di 500 metri da luoghi sensibili come scuole, ospedali, luoghi di culto e centri di aggregazione giovanili.

Nel contempo diamo la nostra disponibilità per collaborare a campagne di informazione e di sensibilizzazione sui danni derivanti dalla dipendenza da gioco, auspicando monitoraggi nelle scuole e attività di supporto psicologico, di mediazione familiare, di consulenza legale anche per contrastare il rischio di usura”.

 

 

Dott. Antonio Citro

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