A Bisceglie le Faraualla con “Ogni male fore” per la rassegna Vetrère Jazz

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Prima del concerto, alle 21.00, il gusto dei vini Vetrère e quello dei dolci tipici pugliesi riscalderà l’atmosfera, in una sinestesia di emozioni. L’evento, inoltre, è una tappa del circuito Happy Cherry promosso dall’Associazione Agrimetrica, in occasione del fine settimana dedicato alla ciliegia.

Nell’ultima fatica discografica la voce delle Faraualla incrocia antiche formule di guarigione, in cui agli aspetti più pagani della cultura popolare si mescola un fervente cattolicesimo, alla pratica magica o taumaturgica si fonde una medicina legata alla reale conoscenza delle erbe curative, in una commistione leggiadra e mai forzata. Quelle formule rivivono, in ogni brano dell’album, grazie alla polifonia vocale delle Faraualla, nel percorso virtuale verso la guarigione fisica e spirituale.

In quest’ultimo lavoro, la ricerca delle cantautrici baresi è resa ancor più interessante dalla difficoltà di reperire il relativo materiale, perché nascosto in una parte della memoria popolare, misteriosa e accessibile solo a pochi prescelti.

Il quartetto vocale “Faraualla” nasce nel ‘95. Dopo aver approfondito singolarmente lo studio e la pratica della vocalità in ambiti musicali differenti, le quattro cantanti hanno trovato un interesse comune nella ricerca sull’uso della voce come “strumento”, attraverso la pratica della polifonia e la conoscenza delle espressioni vocali di etnie e periodi storici differenti. Gli esiti di questo lavoro si ritrovano in tutto il repertorio delle Faraualla, dalle composizioni originali ai brani tradizionali.

Le suggestioni evocate da culture tanto lontane fra loro si fondono in una sintesi originale, in cui emerge la forza delle radici culturali del gruppo. La Puglia, per secoli terra d’incontro e culla dei popoli, è presente nelle voci, negli strumenti e nello stesso nome del gruppo. Faraulla, infatti, è una delle cavità carsiche più profonde presenti sulla Murgia nord-occidentale, in Terra di Bari.

«La voce e le percussioni – nel commento di Michele Dall’Ongaro, per i microfoni di Radio 3sono fossili viventi, sono corpo e suono allo stato primordiale, eppure continuamente rinnovati. Sono di certo il primo strumento utilizzato dall’Umanità: il corpo percosso, urla, sussurri. Adamo, Eva e Lucy facevano musica così, come la Callas, Sinatra, Max Roach e la Berberian. Confrontarsi con questi “strumenti” diventa un po’ come cercare di cavalcare un Tirannosauro. Si evoca dal profondo la natura originaria, la materia primigenia. Una minestra con il brodo primordiale. Ed è dal profondo, proprio come il nome che hanno scelto, che provengono le voci di Faraualla». 

Per info e prenotazioni: 327/3528855

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