Trinitapoli, tavola rotonda su “Gestione e valorizzazione attrattori culturali. Museo e Parco Archeologico”

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 Hanno garantito, infatti, il proprio contributo la Regione Puglia con l’assessore ai Beni Culturali, Angela Barbanente, il consigliere regionale Filippo Caracciolo e il Direttore di Area Politiche per la Promozione del Territorio. Attesa anche la partecipazione del Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia, dott. Luigi La Rocca, così come è stata invitata anche l’Amministrazione comunale di Trinitapoli e la Provincia di Barletta Andria Trani.
Negli ultimi sei mesi ben due bandi pubblicati dall’Amministrazione comunale sono andati deserti. La gara, secondo le indicazioni della Soprintendenza, era ristretta solo a sei società non del territorio (toscane e romana) con i costi scaricati completamente sull’aggiudicatario dell’avviso pubblico. Come si ricorderà, mentre il Museo civico è chiuso da ben dieci anni, al parco Archeologico è impossibile la fruizione da tre anni dopo aver registrato dal 2004 al 2011 notevoli flussi di turisti alla scoperta degli Ipogei dei bronzi e delle ambre.
Il patrimonio culturale e archeologico di Trinitapoli è immenso e di rilevanza internazionale. Notevoli negli anni sono stati gli investimenti che il Comune, la Regione Puglia e la Comunità Europea hanno riversato su questi tesori che, da tempo, meritano di essere riportati alla luce per poter essere valorizzati come meritano.
“Non potevamo più aspettare e rimanere silenti di fronte a questo immobilismo che ha penalizzato oltre ogni modo la nostra comunità – dichiara Donato Piccinino – Più volte abbiamo cercato di lanciare messaggi e richiami per evitare ulteriori lungaggini e perdite di tempo, mettendo tutti di fronte alle loro responsabilità. Adesso, con l’aiuto della Regione Puglia, cerchiamo di aprire e chiudere un confronto pubblico che possa rappresentare la svolta, in ogni senso, per dare tempi certi e rapidi per l’apertura del Museo e del Parco archeologico. La Tavola rotonda è anche un metodo di lavoro che proponiamo e che riteniamo dovesse essere attivato già da molto tempo: gli esperti del settore, il mondo dell’associazionismo culturale, i giovani che hanno investito su questo percorso di studi, la cittadinanza attiva, devono essere messi nelle condizioni di poter dare il proprio contributo. Solo così si potrà riattivare un nuovo corso per le politiche culturali nella nostra città che sono finite, invece, nel dimenticatoio”.

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