Barletta, resoconto convegno “Da Barletta le reti portuali e di navigazione, i Quaderni del Regio Portulano di Puglia”

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Relatori Mons. Angelo di Pasquale (Arciprete Basilica Santa Maria Maggiore in Barletta), il dott. Giuseppe Abbati (Direz. Nazionale AICCRE: Ass. Italiana Consiglio dei Comuni e Regioni d’Europa), la dott.ssa Mara Monopoli (Associaz. Italo Europea, Prima Persona), la prof.ssa Antonietta Magliocca (Società di Storia Patria per la Puglia – Sez. Barletta), l’avv. Giuseppe Bufo (Coordinatore Regionale Enti locali. Lab Dem), la dott.ssa Carla Colucci (Centro Studi: La Cittadella Innova – Barletta Civitas europea), traduttrice dei documenti dal latino. L’incontro è stato moderato dal professor Riccardo Losappio. Assenti i rappresentanti istituzionali della città, di ogni livello, dal sindaco, ai consiglieri e assessori comunali, provinciali e regionali.

Nell’indirizzo di saluto di Mons. Di Pasquale “la disponibilità della Chiesa

in questo ambito della cultura. Il patrimonio dei beni culturali locali piano piano si sta valorizzando, la sensibilità è aumentata. Il fine è coinvolgere le comunità, renderlo patrimonio di tutti. Mi fa piacere l’attenzione di tante associazioni a piccoli dettagli, piccole scoperte. Ricordo che si sta completando un sistema di biblioteche e di archivi diocesano già consultabile:  l’unità di Barletta, per esempio, comprende 136 sezioni archivistiche dal 1876 al 1950, la biblioteca diocesana ha centomila volumi. Si tratta di espressioni per la promozione e la conoscenza di questo patrimonio che la storia ci ha lasciato”.

Nel suo intervento il dott. Giuseppe Abbati, direttore dell’AICCRE, ha sottolineato che “questo volume capita in un momento storico particolare, in cui si parla di macroregioni. Mi addolora che non ci sia il sindaco, i consiglieri comunali, regionali. Il libro è infatti  occasione per parlare del riscatto di Barletta, che non vuole o non sa cogliere queste opportunità. Il regolamento UE 1082 del 2006 dà opportunità di finanziamento. Ho provato a scrivere agli assessori regionali della Puglia ma evidentemente non hanno mai tempo per rispondere in merito. Nel secondo semestre del 2014 nascerà la macroregione adriatico-ionica con otto stati, alcuni europei altri no. Un’occasione di cui approfittare per risolvere problemi antichi, vedere cosa serve a queste regioni meridionali per riprendere un cammino di sviluppo”.

La prof. ssa Magliocca ha incentrato il suo contributo sull’importanza del porto di Barletta nel 1200: “La storia si fa interrogando le pietre e i documenti e il dott. Palmitessa ha fatto un lavoro splendido. Cosa è venuto fuori? Un affresco della città di Barletta, di una città vivace che aveva rapporti con paesi levantini non solo nel 1300 ma anche prima. Tutti i sovrani hanno prestato attenzione ai lavori del porto. Barletta è vissuta di traffici fiorenti anche per la presenza di mercanti e banchieri veneziani e dalmati. Il nostro DNA ci deve suggerire la ripresa, il nostro patrimonio va rilanciato rifacendoci a quel periodo. Lo studio ripropone il periodo migliore della nostra storia, quando Barletta aveva relazioni commerciali con tanti porti, anche in Asia minore. Purtroppo abbiamo avuto una classe di nobili mercatores che hanno impedito alla classe media di svilupparsi nei traffici. Barletta è stata in quegli anni la porta dell’Oriente, anche  San Pietro sbarcò da Gerusalemme a Barletta”.

L’avvocato Giuseppe Bufo ha concluso auspicando “la valorizzazione del nostro patrimonio. Siamo terra mercantile, affacciati alle esperienze culturali levantine. Il commercio dei cereali era espressione di un’importanza cruciale di Barletta, poiché materie prime come i cereali erano fondamentali all’epoca, a causa di frequenti carestie e guerre. E’ necessaria una politica di investimenti nelle infrastrutture per il rilancio dell’economia. Oggi sarebbe astorico pensare a una centralità come nel 1200, ma la dorsale adriatica vedrebbe nella nostra città un punto di snodo dell’economia. Non si perdano le radici e questi lavori guardino in un’ottica europeista”.



  

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