Barletta, al Curci il Trio Jazz Ambrosetti Caine Di Castri

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A contendersi la scena saranno 3 dei più grandi jazzisti viventi, Franco Ambrosetti , alla tromba e flicorno, Uri Caine al pianoforte e Furio Di Castri al contrabbasso.

Franco Ambrosetti, figlio del sassofonista Flavio, inizia a studiare musica nel 1952 suonando il pianoforte fino al 1959 e in seguito imparò, da autodidatta, a suonare la tromba. Negli ultimi anni si è appassionato ad un altro strumento a fiato: il flicorno. La sua carriera come musicista professionista inizia nel 1961 e qualche anno dopo, a Zurigo, forma il suo primo gruppo. La sua infinita passione per la musica jazz e i suoi impegni non gli impedirono però di laurearsi in economia nel 1968, presso l’Università di Basilea.Dal 1963 al 1970 suonò con il quintetto di suo padre, fra cui facevano parte anche George Gruntz (pianista e compositore) e Daniel Humair (batterista) con i quali ancora oggi collabora. È con questa formazione che nel 1967 Franco Ambrosetti debuttò negli Stati Uniti al Monterey Jazz Festival. Nel 1972 ufficializzarono la formazione: George Gruntz Concert Jazz Band, gruppo fondato con suo padre e composto da George Gruntz e Daniel Humair.Dal 1970 in poi Franco Ambrosetti suonò come freelance, e in alcuni casi incise anche, con diversi musicisti jazz di fama mondiale, come Dexter Gordon, Cannonball Adderley, Michael Brecker, Mike Stern e molti altri. Inoltre fondò anche un quartetto con i migliori musicisti jazz italiani come Alfredo Golino, Antonio Faraò e Dado Moroni. Franco Ambrosetti è a tutt’oggi attivo come freelance in Europa e negli Stati Uniti, sia come solista che come leader del suo gruppo, di cui hanno fatto parte, tra i molti, George Gruntz, Daniel Humair e J.-F. Jenny-Clark. Come solista ha partecipato alle registrazioni di numerosi dischi di Mina. Inoltre, è presidente della Scuola di musica moderna a Lugano compone colonne sonore per tanti film , collabora con Mina e incide innumerevoli Cd.

Uri Caine, cresciuto in una famiglia di intellettuali ed educato alla musica fin da bambino, studia pianoforte con il pianista francese Bernard Pfeiffer e si diploma alla University of Pennsylvania. In seguito ha studiato composizione con George Rochberg e George Crumb.Nel 1992 incide il suo primo disco Sphere Music con il clarinettista Don Byron: l’album rispecchia a pieno le influenze dei due: dal jazz alla classica passando per la klezmer.Alla fine degli anni novanta la critica internazionale comincia ad apprezzarlo e una grossa mano gli viene dal lavoro che svolge come pianista nel gruppo del trombettista Dave Douglas.L’incarico di direttore musicale della Biennale di Venezia nel 2003 ha ulteriormente aumentato la popolarità dell’artista in Italia.Nel 2007 è direttore artistico di Bergamo Jazz. Nell’aprile del 2011 ha realizzato un Cd per la rivista Musica Jazz intitolato Meshuggah.

Furio Di Castri, nato a Milano, ha iniziato a suonare la tromba a 11 anni e il basso elettrico a 13. Registra il suo primo album nel 1973 (Dedalus, Trident records). A 19 anni, comincia a suonare il contrabbasso. Diventa musicista professionista a 21 anni. Dopo avere vissuto un anno in Tunisia, nel 1978 si stabilisce a Roma dove inizia a suonare in trio con Maurizio Giammarco e in quartetto con Massimo Urbani. A Roma incontra Chet Baker, con cui lavorerà saltuariamente fino al 1988. In questo periodo inizia un’intensa attività come sideman suonando spesso a Milano con Larry Nocella, Luigi Bonafede, Franco d’Andrea e accompagnando solisti come Art Farmer, Dave Samuels, Jimmy Knepper, Al Grey, Walter Davis Jr. Nel febbraio 1981 entra nel quartetto di Enrico Rava (con cui resterà fino al 1988) e nell’estate dello stesso anno comincia a suonare con il trio di Michel Petrucciani. Dal 1981 ad oggi la sua attività di sideman lo ha visto accanto ad alcuni tra i maggiori solisti sulla scena mondiale. Dal 1986 al 1996 compone musica originale e si esibisce in piccole formazioni, dal solo al trio con Flavio Boltro e Manhu Roche. Dal 1990 suona in duo con Paolo Fresu. Nel 1997 forma il gruppo WOODEN YOU con Mauro Negri, Andrea Dulbecco e Bill Elgart e comincia a scrivere per formazioni allargate – sia in ambito concertistico che per progetti di teatro e danzaNel 2001 forma il quintetto OUTLINE, con Eric Vloeimans, Gianluca Petrella, Bojan Zulfikarpasic e Joel Allouche.   “Johann Sebastian Bach è generalmente considerato come l’iniziatore della musica moderna che dal barocco porta fino ad oggi,la cui statura gigantesca è condivisa universalmente. La scala temperata che usiamo oggi è una sua innovazione,così’ come molte altre che riguardano il mondo armonico e melodico tutt’ora in uso. I musicisti dell’epoca barocca usavano l’improvvisazione in modo molto simile a quello riproposto dalla musica jazz all’ inizio del ‘900, dopo che dalla musica colta nell’ottocento ciò che rimaneva dell’improvvisazione era stato bandito l’improvvisazione nella musica classica da allora è sparita con un unica eccezione quella degli organisti(per lo più’ francesi) tutt’ora in grado di improvvisare Toccate e Fughe con stile perfettamente barocco. L’improvvisazione su un giro armonico solitamente partendo da una melodia è quindi comune ai musicisti del 700 e ai jazzisti legittimando l’accostamento tra la musica di Bach ( o altri compositori come Vivaldi,Marcello,ecc.) e il jazz. Inoltre,in tanti brani di oggi si ritrovano sequenze armoniche tipicamente barocche come ad es, “Le foglie morte”, “All the things you are”,” How high the moon”e molti altri. Con Uri al pianoforte e l’accompagnamento di Furio Di Castri al contrabbasso, partendo dalle variazioni Goldberg (“variazioni” sta per improvvisazioni )eseguiamo alcune composizioni di Bach,di Miles Davis e di Coltrane e altri in un programma variato e sfizioso tendente a dimostrare l’assoluta attualità della musica barocca per quanto attiene alle sequenze armoniche . Il progetto “from Bach to Miles and Trane” non ha nulla a che vedere con la musica di Jacques Loussier. Non si tratta infatti di eseguire brani di Bach come da lui scritti con l’accompagnamento di una sezione ritmica ma di improvvisare in stile jazzistico attuale tenendo conto di tutte le tendenze post Be Bop fino ad oggi(Hard bop,Free,Fusion,New Age ,Minimal ecc) su composizioni barocche e di oggi purché in sintonia con lo spirito di Bach,Miles e Coltrane che sono infinitamente più’ vicini di quanto i secoli vogliano far apparire. Il risultato è una musica a larghissimo spettro eseguita con ardore,sentimento,energia e passione.

Info Teatro Curci  0883 332456 – 0883 528026

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