Ad Andria la più grande installazione al mondo di “Zapatos Rojos”: 820 paia di scarpe contro il femminicidio

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“Zapatos Rojos” è denso di storie, anche intimamente legate all’artista. Il progetto d’arte pubblica trae origine, infatti, sia da una storia personale sia da un particolare contesto socio-culturale, che hanno segnato la vita dell’artista. Elina Chuavet ha scelto le scarpe per costruire “Zapatos Rojos” perché proprio le scarpe sono l’oggetto che l’artista condivideva con una donna a lei vicina vittima di violenza. E le scarpe sono anche un oggetto che tutti posseggono, e di facile reperibilità: “Chiunque ha un paio di scarpe vecchie –dice Elina – e dunque ogni persona che lo desideri può partecipare all’installazione. Le scarpe di “Zapatos Rojos” rappresentano una donna e la traccia della violenza subita.”

 “Zapatos Rojos” innesca un reale momento di scambio, condivisione e partecipazione. Un dialogo silenzioso di immagini, le scarpe rosse e la loro marcia, che in Italia sono divenute un simbolo e un collante della lotta alla violenza di genere. “L’installazione finale del progetto è la visualizzazione della rete tra singoli, istituzioni e associazioni che si è creata sul territorio – spiega Francesca Guerisoli, critica d’arte e curatrice di “Zapatos Rojos” in Italia –. Nel lavoro di Elina non si è spettatori, ma parti attive nella costruzione del progetto e dunque soggetti fondamentali dell’opera stessa, la cui resa finale dipende dalla rete che ogni territorio ha costituito. La partecipazione che si registra nelle tappe italiane del progetto testimonia il reale coinvolgimento di donne e uomini che, proprio nella sua condivisione, portano alla luce una domanda di conoscenza sia nei confronti della situazione dei femminicidi a Juarez sia della violenza di genere.”

 In Italia le scarpe rosse sono diventate il simbolo della lotta al femminicidio e alla violenza di genere. Numerose imitazioni del progetto e usi dell’immagine della marcia di scarpe rosse per fini diversi, però, tendono a far dimenticare l’origine del progetto: la terribile situazione dei femminicidi a Juárez, città di frontiera nel nord del Messico dove, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e assassinate nella più totale impunità e omertà.

 “Per me è stato un privilegio organizzare Zapatos Rojos – racconta Stefania Campanile, Consigliera di Parità della Provincia di Barletta Andria Trani – ad Andria, la mia città, ed un onore per la fiducia che Elina e Francesca hanno riposto in me, nel gruppo di lavoro che ha collaborato ma anche nel territorio in cui lavoro”.

Patrocini e Collaborazioni

Patrocinio Assessorato al Welfare della Regione Puglia, Provincia Bat e Comune di Andria.

Soggetti proponenti: Consigliera di Parità della Bat, avv. Stefania Campanile, Amnesty International Andria; l’associazione culturale “Hydra”, il Centro Antiviolenza Provinciale “ Futura” e la Cooperativa Sociale “Tempi Nuovi”.

Soggetti aderenti: associazioni “ Tutt’altro”, “Libera”, “Carsica”, “L’Altrove”, “Unia”, “Arcigay – Bat” e il Liceo Artistico di Andria “G. Colasanto”.

Fonte: comunicato stampa

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