Minervino Murge, Scuola Formazione Sociale e Politica: incontro sulla Legalità

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L’appuntamento dell’8 febbraio scorso ha avuto invece per tema: “Il lavoro, chi l’ha visto?, molti lo cercano, molti hanno smesso di cercarlo, pochi lo trovano” e ha visto come relatore il prof. Franco Chiarello, ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso l’Università di Bari.
Si è preso spunto da quanto la Costituzione italiana sancisce nell’art.1: “ L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e da quanto la Dottrina Sociale della Chiesa dichiara su questo argomento: “Il lavoro è un bene di tutti, che deve essere disponibile per tutti”, per constatare amaramente quanto questi principi nel corso del tempo siano stati disattesi: infatti l’attuale tasso di disoccupazione in Italia è pari al 13% di cui il 35% riguarda la fascia giovanile.

Il lavoro è diventato un diritto negato e, per effetto della globalizzazione, sta subendo spinte continue a diventare merce in tutto il pianeta e a registrare un consistente flusso migratorio (da occidente verso le altre aree del mondo), con conseguente peggioramento delle condizioni e delle garanzie che lo regolano. La mercificazione e la perdita di lavoro hanno prodotto maggiori disuguaglianze sia all’interno dei singoli Stati che nel mondo intero, provocando un processo di impoverimento, tutt’ora in atto, e situazioni di povertà, spesso estrema.

Anche l’attuale crisi finanziaria ha provocato ripercussioni sul mondo del lavoro in quanto l’economia oggi ha smesso di riguardare l’effettiva produzione di beni e servizi ( c.d.“economia reale”), per diventare pericoloso “spostamento di capitali”. Inoccupazione, disoccupazione, sottoccupazione, precarietà, delocalizzazione degli impianti produttivi, lavoro sommerso, flessibilità, contratti atipici: sono la dolorosa cronaca quotidiana di questo nostro tempo.

Con un tasso di emigrazione giovanile in atto che in Italia è superiore a quello registrato negli anni 50 c’è da chiedersi: quali prospettive; quale futuro?… Questi alcuni percorsi possibili da intraprendere individuati dal relatore: occorrono azioni politiche pubbliche concrete ed efficaci di riqualificazione professionale per aiutare gli studenti ad inserirsi nel mondo del lavoro dopo gli studi; è necessario introdurre il prestito d’onore per consentire ai giovani di intraprendere corsi di formazione e di
specializzazione professionale e di avviare un’attività lavorativa ricevendo dallo Stato un finanziamento da restituire a zero interessi; bisogna occuparsi del proprio territorio mettendolo in sicurezza sia dal punto di vista idrogeologico ( ad es. i Comuni si diano un piano regolatore che preveda non già nuove costruzioni edilizie ma il recupero e il ripristino degli immobili già esistenti sul territorio) che artistico ( per proteggere l’inestimabile valore che l’arte e la cultura hanno avuto nel nostro Paese ad es. potenziando le biblioteche, valorizzando le opere d’arte, incentivando il turismo, etc.).

L’approfondimento che il prof. Chiarello  ha proposto con lucidità, chiarezza e passione non ci ha lasciati nello sgomento e nello scoraggiamento ma ci ha aiutati ad intravedere, pur nella complessità
dell’argomento, possibili punti da cui ripartire per ridare slancio e vitalità al nostro domani. Abbiamo compreso che il futuro del nostro Paese è legato al suo passato glorioso, fatto di cultura, arte, bellezza, stile e gusto che non possiamo permetterci di sciupare e distruggere, perché in questo sta la nostra identità e la nostra dignità. Dalle nostre radici può realizzarsi il nostro futuro.

 

Fonte: comunicato stampa

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