Barletta, celebrata la Giornata della Memoria 2014 con due medaglie a deportati: video

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“Per la legge che ha istituito il “Giorno della Memoria” è doveroso richiamare alle nuove generazioni – cosi’ ha esordito il Primo cittadino Pasquale Cascella- quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. L’iniziativa, promossa dal Comune d’intesa con il prefetto di Barletta Andria Trani  e in collaborazione con l’Archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta e con l’Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria. A moderare la manifestazione il professor Luigi Dicuonzo, responsabile dell’Archivio della Memoria di Barletta che ha presentato il video-documentario “Memoria 2013, un evento straordinario”, una sintesi dei momenti più salienti in occasione del settantesimo anniversario della resistenza civile e militare all’occupazione nazista, dall’incontro del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano con una rappresentanza del Comune e dei familiari delle vittime dell’eccidio del 12 settembre del ’43 avvenuto in Piazza Caduti a Barletta.

Significativo l’intervento del Presidente della Provincia Francesco Ventola: “Oggi, 27 gennaio 2014, siamo qui per ricordare insieme un’epoca della storia che ha avvolto nelle tenebre la speranza dell’uomo. Un’epoca in cui gli assassini hanno tormentato, torturato, isolato, affamato e ucciso sei milioni di uomini, donne e bambini, non per qualcosa che avevano fatto o detto, o scritto, o posseduto, ma semplicemente perché erano i discendenti di un popolo antico.

Siamo qui per ricordare quel fatto, quell’avvenimento, che non ha precedenti nella storia. Ci si potrebbe chiedere: ma perché la memoria? Perché riaprire vecchie ferite? Perché infliggere un tale dolore ai giovani? Per i morti è troppo tardi.

Si, ciò che è stato fatto non può essere annullato. Tanta paura, dolore e tormento non possono essere dimenticati. Ma possono essere veramente ricordati? In che modo? In che modo possiamo aprire i nostri cuori e le nostre anime al ricordo e ancora, conoscere la speranza? Oggi dovremmo dedicare la giornata non solo al ricordo, ma anche alla riflessione e alla presa di coscienza.

Cosa abbiano quindi imparato dal passato? Abbiamo imparato che il razzismo è stupido e che l’antisemitismo è un’infamia. Abbiamo imparato che abbiamo una chiara scelta tra il nichilismo e il senso, il significato, tra la paura e la speranza. Questa scelta appartiene a ciascuno di noi!

Noi non viviamo nel passato, ma il passato vive nel presente, ed il nostro dovere rimane quello di umanizzare il destino di ognuno di noi.Ricordiamoci sempre che qualsiasi cosa noi facciamo, qualsiasi cosa noi diciamo, qualsiasi siano i nostri obiettivi, non dobbiamo consentire che questo atroce passato possa ritornare ad essere il futuro del nostri figli“. 

Il neo Prefetto Clara Minerva nel suo discorso ha poi affermato:” Dobbiamo doverosamente ricordare i tanti morti e perseguitati dalle leggi razziali, un genocidio che segna le più oscure pagine del ‘900 e della storia di tutta l’umanità. Dobbiamo tenere viva l’attenzione sui diritti umani.” Il Prefetto Minerva in seguito ha consegnato, insieme al Sindaco Cascella, le medaglie d’Onore al Valore Civile a Vincenzo Stasi nipote di Matteo Stasi e a Ruggero Morgese, 96 anni, entrambi deportati nei campi di concentramento nazisti; presente affianco al Signor Morgese suo nipote, Luigi Santoro, che per ricordare ha dato voce alla memoria di suo nonno (video).


A chiudere, l’ensamble dell’Orchestra Musica Concentrationaria ha eseguito musiche ebraiche e di prigionia la cui introduzione storica è stata curata dal maestro Paolo Candido, egregia sostituzione del Maestro barlettano Francesco Lotoro che ha recuperato la musica dei Lager e che sempre questa mattina era nel salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale a Roma, per la celebrazione del Giorno della Memoria, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

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