Alla XVI Borsa di Paestum anche la Bat con Puglia Imperiale Turismo: conservazione e promozione

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 Il cuore della Borsa pulserà dunque proprio nel Parco Archeologico di Paestum, area espositiva a disposizione del settore del turismo culturale dove per quattro giorni si ritroverà il meglio dell’archeologia mondiale, dalle più recenti scoperte ai siti più celebrati.

L’Agenzia Puglia Imperiale Turismo ha dunque confermato la sua presenza all’importante appuntamento fieristico con un proprio stand di 18 metri quadri, nell’ambito del quale verrà proposta ai visitatori la grandissima offerta di turismo archeologico del territorio.

All’iniziativa di Puglia Imperiale ha aderito anche quest’anno la Provincia di Barletta-Andria-Trani, a conferma dell’importanza della continuità dell’attività svolta per la promozione del patrimonio turistico, archeologico-storico-culturale. “Una presenza che consolida il ruolo dell’Agenzia Puglia Imperiale – spiega il presidente ed amministratore unico, Michele Marcovecchio – nella promozione delle nostre eccellenze. Anche quest’anno abbiamo registrato l’importante apporto della Fondazione Archeologica Canosina, che ha sempre creduto nella validità di questo appuntamento fieristico che favorisce non solo la promozione ma anche l’incontro fra domanda e offerta in una vetrina internazionale”.

E a questo proposito c’è da sottolineare un importante dato: “Quest’anno la Borsa coinvolge 150 espositori e 20 Paesi esteri, 300 ospiti e relatori, 50 archeoincontri, dibattiti e conferenze. A rappresnetare l’intera regione Puglia sarà solo l’Agenzia Puglia Imperiale, rendendo protagonista il nostro territorio anche attraverso il materiale che abbiamo raccolto da tutti gli enti e gli operatori turistici che ne fanno parte”. Al desk di Puglia Imperiale saranno presenti anche studenti-stagisti provenienti dall’Istituto “Enrico Mattei” di Cerveteri: “La dirigenza dell’istituto scolastico laziale aveva espresso il desiderio di poter collaborare con Puglia Imperiale in occasione della Borsa del Turismo Archeologico – spiega Marcovecchio – a dimostrazione di quanto il nostro lavoro sia conosciuto al di là dei confini del nostro territorio”.

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