A Canosa di Puglia workshop “Stalking e violenza psicologica. Prima e dopo la legge anti-stalking”

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 Attraverso video, letture e testimonianze si cercherà di fare un confronto tra il prima e il dopo dell’entrata in vigore della legge che ha introdotto il reato di stalking. Al workshop, moderato da Giuseppe Ardillo, interverranno: la dottoressa Annalisa Iacobone, coordinatrice nazionale del Movimento Internazionale Anti-stalking, Anti-pedofilia e Pari Opportunità, la dottoressa Titty Minerva, psicologa del Movimento Internazionale Anti-stalking, Anti-pedofilia e Pari Opportunità, e don Vito Zinfollino, parroco della Parrocchia “S. Teresa del Bambino Gesù” di Canosa. Per l’occasione sono state invitate: Rosa Maria Scorese, sorella di Santa, uccisa a coltellate dal suo persecutore il 16 marzo del 1991, e Antonella Fontana, sorella di Anna Rosa, uccisa a coltellate dall’ex convivente il 7 dicembre 2010.

Con quest’evento, che si inserisce nell’ambito delle iniziative per la sensibilizzazione sul terribile fenomeno della violenza sulle donne, gli organizzatori si propongono come obiettivo quello di fornire alla cittadinanza degli strumenti da utilizzare per riconoscere le varie forme di violenza, nonché di denunciare, anche attraverso le testimonianze dirette, le lacune e le carenze di un sistema che continua a mietere vittime. In Italia, infatti, 7 donne su 10 prima di essere uccise avevano subito maltrattamenti in famiglia o atti persecutori al termine della relazione e in 7 casi su 10 queste violenze erano state oggetto di una o più denunce o di chiamate in emergenza alle Forze dell’Ordine o ai Servizi Sociali. Il vero problema, quindi, non è tanto quante donne vengano uccise ogni anno, se siano troppe o poche, il vero problema è che, se le Istituzioni fossero intervenute in maniera adeguata, molte di quelle donne avrebbero potuto essere salvate.

L’analisi sarà condotta attraverso il racconto di fatti di cronaca inerenti vite di donne spezzate, che consentiranno di ragionare sul perché gli strumenti legislativi e giuridici che si hanno a disposizione in Italia non sono ancora adeguati a garantire una protezione effettiva alle donne che scelgono di denunciare. La riflessione, guidata dalla dottoressa Annalisa Iacobone e dalla psicologa Titty Minerva, inoltre consentirà di capire se il problema quindi è legislativo o di applicazione della legge, perché ci sono ancor molti pregiudizi di genere in chi dovrebbe garantire informazione e protezione alle donne.

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