A Barletta il libro “Una famiglia borghese meridionale, i Porro di Andria”

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ll giornalista e saggista Riccardo Riccardi ha ricostruito la vicenda della famiglia Porro nel suo libro “Una famiglia borghese meridionale, i Porro di Andria” edito da Rubbettino, frutto di ricerche sulla città di Andria del XIX secolo e sulle ricche famiglie andriesi dopo la rivoluzione francese. Un libro che parte dalle prime attestazioni archivistiche del capostipite della famiglia andriese dei Porro, Giovanni, nella prima metà del Settecento, e attraversa generazioni per arrivare agli avvenimenti più recenti, tra i quali spicca l’eccidio delle sorelle Luisa e Carolina Porro che ebbe luogo il 7 marzo del 1946. L’autore ne parlerà venerdì 15 novembre alle ore 19.00, con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Michele Palumbo, presso la sala “Pietro Mennea” della libreria “La Penna Blu” in Corso Vittorio Emanuele 49 a Barletta.

“Se molto si è parlato e discusso dell’efferato eccidio delle sorelle Porro, compiuto in quel fatidico marzo del 1946 ad Andria – popolosa città contadina della Puglia latifondista – per mano di una folla straziata dalla fame, ma anche da indirizzi politici rivoluzionari in voga nel secondo dopoguerra, al contrario ancor poco si è indagato sulla formazione sociale ed economica della borghesia agraria pugliese e dell’intero Mezzogiorno.

Oggi, questo lavoro, calato nella realtà storica, economica e sociale andriese, mette a fuoco quasi tre secoli della dinastia Porro. Come la maggior parte delle famiglie della borghesia pugliese e meridionale, i Porro non hanno radici nell’antica nobiltà di sangue, ma pur d’estrazione rurale, costruiscono – all’ombra della grande proprietà del patriziato cittadino e del clero ricettizio – una spettacolare vicenda di mobilità della ricchezza. La storia dei Porro evidenzia come un innato dinamismo e un grande fiuto per gli affari siano stati la forza necessaria ad abbattere le vecchie eredità feudali e cetuali settecentesche, per affrontare i temi della trasformazione del mercato fondiario e dell’agricoltura “commercializzata”, della mobilità sociale, della modernizzazione degli apparati statali ottocenteschi.

Le loro passioni e i loro conflitti offrono un esempio vivo e concreto della famiglia e della vita privata di matrice borghese, attraverso la descrizione di caratteri individuali chiari e precisi. Una saga familiare, pertanto, che si presenta al lettore con l’interesse di una piacevole narrazione e che grazie ad una ricca documentazione rintracciata in articolate ricerche svolte in archivi pubblici, religiosi e privati, traccia una storia in parte inedita della borghesia agraria, che è stata, senza ombra di dubbio, un pilastro dell’economia e della cultura non solo del Mezzogiorno ma dell’intero Paese.”

 

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