Barletta, presentata la II edizione di “Vegliando oltre il cancello”. Balsamo: «Voglio scuotere le coscienze»

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Una seconda edizione che riassume e analizza dal punto di vista sociale e  psicologico  un fatto di cronaca, “la villa degli orrori” di Barletta,  che ha suscitato l’interesse  di firme  prestigiose della stampa nazionale, del criminologo Francesco Bruno, del mondo ecclesiastico  nella persona di Mons. Pichierri  dapprima distante dalla vicenda ma che poi successivamente  ha chiarito la sua posizione  oltrepassando il fanatismo religioso delle sorelle Tupputi.

“Ricordo benissimo quel 10 agosto 2007, quel  fetore nella villa  di contrada Antenisi  e quella donna, Stefania ,  l’unica sorella sopravvissuta , denutrita scioccata  e che da un anno vegliava i corpi  delle due sorelle morte per cause naturali – ha affermato Balsamoun fatto di cronaca nera che va al di là del pettegolezzo , e che  mi ha particolarmente colpito non solo dal punto di vista giornalistico ma anche e soprattutto dal punto di vista umano, il mio intento  pertanto, sia nelle prima che nella seconda edizione è quello di scuotere le coscienze.”

“Ciò che colpisce è l’aspetto religioso di questa famiglia, le donne ex insegnati di religione facevano parte del gruppo cristiano cattolico dei carismatici, e  all’interno della villa c’ era una cappella in cui venivano celebrate delle messe  – ha proseguito  l’autore – Pichierri nel suo intervento, ovvero l’introduzione della seconda edizione, oltre ad analizzare lo stretto rapporto tra scienza e religione ha precisato come il valore autentico della religione non sia quel fanatismo estremo che poi è stata una delle concause che ha poi portato all’isolamento delle sorelle Tupputi.”

Dal punto di vista più strettamente psicologico, la dottoressa Filannino , che  ha  analizzato dal punto di vista clinico la sopravvissuta Stefania , ci  racconta l’aspetto più intimo di questa donna vissuta per anni  in una situazione surreale  di completo isolamento. “ Nei suoi diari Stefania parla di resurrezione e nella struttura protetta  gestita dalle suore, nella quale ora Stefania risiede,  ha trovato un luogo di “accompagnamento” alla morte. La donna  era capace di intendere e di volere e ora nella sua quasi totale  consapevolezza vuole solo dimenticare il dramma vissuto.”

“Vegliando oltre il cancello” è diventato  una tesi di laurea  e a breve diverrà anche un’ opera teatrale  traendo spunto, paradossalmente dai diari di Stefania,  dall’aspetto più poetico che emerge da questa donna, la quale con estrema dolcezza descrive la morte delle sue sorelle.

Dora Dibenedetto

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