Barletta, “Il lupo Arcobaleno” di Ferrante e Preziosa: la diversità tra realismo e demagogia

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Punti nodali della discussione sono stati i temi della diversità, della famiglia e della paura del confronto, indispensabili per la comprensione del messaggio trasmesso dal volume pubblicato dalla casa editrice SECOP di Corato, che si avvale delle raffigurazioni di Antongiulio, un ragazzo sedicenne affetto da autismo. Per l’adolescente non si tratta dell’esordio artistico, dal momento che due anni fa ha curato i disegni inseriti nel libro “La fattoria di Biagio” convincendo la psicologa Carmen Maroccia che “come non si può fermare la malattia, così non si può fermare la creatività”.

L’incontro, moderato dalla redattrice di Passalaparola.net Mariagrazia Marchese, rientra nel carnet delle presentazioni editoriali pianificato dalla libreria per celebrare il primo anniversario di attività. Marchese ha rivendicato la “positività del termine diversità, una diversità non brutta e impersonificata dal lupo arcobaleno, dunque colorato, ciononostante allontanato dal branco a causa di tale diversità”.

L’argomento è stato ripreso da Maria Puca Ferrante, la quale ha osservato che “i bambini quando nascono sono genuini. La diversità la vediamo noi e non i bambini malati”. Le affermazioni hanno tratto spunto dall’esperienza trentennale nella catechesi dell’autrice, che ha ideato il libro proprio per l’ausilio dell’insegnamento della religione cattolica.

Ha partecipato all’incontro anche Rossella Duci, madre di Antongiulio, la quale ha evidenziato l’importanza che il disegno rappresenta per suo figlio, poiché “man mano che disegna il suo viso si rilassa e lui si immedesima in ciò che disegna”. Lungi dal considerare la disabilità un dono, la donna ha rivendicato la preziosità della diversità che distingue gli esseri umani.

Il concetto di arte come strumento essenziale di autodeterminazione ed espressione, accennato da Duci, è stato ripreso e approfondito dallo psicologo Giuseppe Scandamarro, il quale ha spiegato che il 90% della comunicazione quotidiana è legato al canale visivo e il rimanente 10% a quello verbale. A rendere ancora più indicativa la sproporzione è l’importanza ricoperta per l’autismo non solo dal disegno, ma anche dalla musica e dalle altre manifestazioni artistiche, in assenza delle quali sorgono le vere difficoltà. Scandamarro ha inoltre elogiato la capacità della favola di “trattare con leggerezza argomenti forti come la morte e gli imprevisti”.

Il racconto, dunque, appare essere un espediente per raccontare fatti scomodi, abbattendo i muri eretti da silenzi e paure.

Nicola Tupputi

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