Estate Barlettana, in mostra tutta la donazione De Nittis. Vinella: «Grazie Sindaco»

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“Caro Sindaco Cascella, collega Giornalista Pasquale,

L’ESTATE A BARLETTA. IN MOSTRA TUTTA LA DONAZIONE DE NITTIS” nel comunicato-stampa sulla Giunta diffuso ieri, dove si aggiunge che “è stato discusso il programma per l’estate a Barletta tra arte, musica, laboratori per ragazzi, convegni, enogastronomia, teatro e visite guidate. Gli eventi metteranno in campo tutte le forze creative e culturali della città, accanto a spettacoli anche di carattere internazionale da luglio a settembre. Sarà inoltre organizzata una mostra sull’intera collezione De Nittis, in occasione del centenario della preziosa donazione della moglie Lèontine alla città di Barletta”.

Devo quindi esprimere il mio speciale e pubblico “grazie” ad un provvedimento che di sicuro segue la scia del sentimento popolare manifestato nella mia precedente lettera aperta dello scorso 29 giugno, intervento ripreso dai principali media, blog e testate telematica di Barletta e del Territorio a dimostrazione del peso specifico e dei valori ai quali il giornalista sindaco Pasquale Cascella e la sua Giunta “smart” si ispirano.

 Il mio “grazie” si estende in particolare all’assessore Giusy Caroppo, la quale dimostra competenza derivante da esperienze diverse ma confluenti nel solo obiettivo utile alla Città: ricominciare dall’Estate Barlettana per la quale ha pubblicamente richiesto attività di volontariato allo stato puro, cioè a costo zero, da parte delle Associazioni, con il supporto logistico (laddove possibile) delle strutture comunali.

 Iniziamo dunque a voltare pagina, con un buon esempio: ricominciamo dai 170 capolavori di Giuseppe De Nittis donati dalla vedova Léontine alla Città natale del marito Peppino, alla nostra Barletta. Gesto magnifico e di riconoscenza, di rinunzia vera ad un guadagno sicuro vendendo i quadri ai vari mercanti d’arte: gesto senz’altro in aperto sprezzo verso la Francia (Léontine era francese, ricordiamolo) che non sapeva, che non voleva rispettare la memoria artistica del defunto marito.

Un vero “gesto splendido e nobile a costo zero” ormai prossimo a compiere cent’anni, un secolo trascorso dall’atto di donazione testamentaria avvenuto il 6 settembre 2013. Il gesto che diventa la nuova bandiera sul Palazzo di Città, sul Palazzo della Marra, sui siti culturali cittadini e del territorio (Canne della Battaglia docet): quella bandiera della ritrovata unità cittadina sotto il segno della nostra Cultura abbinata al Turismo.

Per questa nuova stagione di rigore, di sacrifici e di riscatto dal recente passato politico-amministrativo, che TUTTI detestiamo ma di cui TUTTI paghiamo le conseguenze a carissimo prezzo: ricominciamo allora proprio dalla donazione De Nittis, decidiamo noi tutti di farlo in nome di quel gesto nobile di Léontine De Nittis, ricordandone a cento anni dal famoso testamento (che qui allego).

Abbiamo tutto in casa bello e pronto, occorreva solo forza di volontà: e, caro Sindaco, Lei in prima persona ha dato un segnale forte, ed il segno continua tramite la neo Assessora alle Politiche dell’identità culturale, Giusy Caroppo competente anche nell’offerta turistica per la quale sono annunciate importanti novità sul piano cittadino per lo IAT, col personale ex Azienda autonoma soggiorno e turismo passato dall’agenzia PugliaPromozione alle dirette dipendenze del Comune. Ecco un primo elenco delle possibilità concretamente attuabili “a costo zero”: aperture straordinarie di Palazzo della Marra; utilizzo dei mass media istituzionali nelle attività di promozione; coinvolgimento delle organizzazioni di categoria nel settore alberghiero-ristorazione con invito agli esercenti di proporre speciali menù a tema.

Tutto in memoria e ad onore di Léontine De Nittis. Come ci ricorda Michele Cristallo (Giuseppe De Nittis. Dall’Ofanto alla Senna: vita di un grande pittore. Mario Adda Editore, marzo 1996), il 3 novembre 1912, Léontine depositò p resso il notaio Pierre Amedée Mahot de la Querantonnais, nello studio di Place des Pyramides n. 14, il proprio testamento olografo. Aveva 69 anni, era malata, senza stimoli, presagiva la fine imminente. Era amorevolmente assistita dalla governante, la signorina Marie Prelat Nadot che nominò sua legataria universale. Tra l’altro, Titine aveva disposto: “di dare al Municipio di Barletta, Italia, tutti i libri aventi una dedica al nome di mio marito, mio figlio o mio e TUTTI i quadri, studi, incisioni etc. pregandoli di distribuire nei musei d’Italia, e anche stranieri,eccettuata la Francia, per la migliore gloria del loro compatriota, conservando ciò che il Consiglio Municipale giudicherà conveniente. Conto sul loro onore e il loro patriottismo per curare la fama del loro compatriota mettendo la espressa condizione che niente sarà giammai venduto, né con vendita all’asta, né altrimenti”.

 Dieci giorni dopo, il Consolato italiano a Parigi notificò la notizia al Municipio di Barletta con una copia del testamento. L’8 novembre il Consiglio comunale di Barletta deliberò l’accettazione del legato. Il prof. Giuseppe Gabbiani fu incaricato di recarsi a Parigi per prendere in consegna i quadri e i libri. Il 29 marzo 1914 i quadri e i libri erano a Barletta. Iniziava da quella data l’odissea della sistemazione della Collezione De Nittis, conclusasi a Palazzo Della Marra. Titine morì nove mesi dopo, il 7 agosto 1913. Il testamento fu aperto il 6 settembre. Cento anni fa…”

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