Canne della Battaglia, la spending review taglia i fondi ma non le erbacce…addio turismo

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Una storia burocratica all’italiana: Canne della Battaglia divisa fra il Comune di Barletta (proprietario di maggioranza, che interviene tramite Barsa per il verde) e la Soprintendenza (solo per alcuni minori ma importanti nuclei censiti catastalmente allo Stato).

Così va a finire che il Comune – con difficoltà ma responsabilmente – riesce a risolvere i problemi, mentre è proprio lo Stato a rinviare mese dopo mese i problemi di ordinaria routine che, per un’area archeologica diffusa come quella cannense, sono strettamente legati alla fruizione ed alla visitabilità dei luoghi.

Va ricordato che Canne della Battaglia è l’unica sede statale per l’archeologico nella Provincia di Barletta-Andia-Trani: una differenza che passa totalmente inosservata agli occhi della classe politica… ma che negli anni scorsi ha costituto un elemento distintivo per le campagne di scavo. Salvo che generare flussi di movimento turistico a favore di altri centri (vedi Canosa con la Fondazione archeologica col Comune socio maggioritario) dove l’avvenuta ristrutturazione voluta dalle comunità locali si è pienamente integrata nel tessuto socio-urbanistico cittadino.

Come documentiamo nelle foto su Facebook, scattate domenica mattina, le erbacce hanno ormai circondato i cartelli descrittivi ad uso turistico e stanno invadendo l’area dei Sepolcreti, dove sono presenti tracce del preistorico insediamento di un villaggio: tracce ormai davvero poco visibili ed ancor meno leggibili causa le erbacce.

Una fonte di pericolo costante in questa stagione, focolaio di potenziale combustione colposa o dolosa che porterebbe a incendi anche di vaste proporzioni.

 

 

 

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