Barletta, Ugo Intini (PSI) ha presentato il libro “Avanti! Un giornale, un’epoca”

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All’incontro, moderato dal segretario regionale del Psi, Silvestro Mezzina, erano presenti fra gli altri, anche il presidente della Fondazione  “Giuseppe Di Vagno” Gianvito Mastroleo, il consigliere regionale Franco Pastore e il candidato sindaco Mino Cannito.

“Questo non è un incontro politico ma un modo per approfondire e far conoscere  la storia del quotidiano socialista L’Avanti – ha esordito il segretario Mezzina.
“ Siamo a Barletta perché questa città ha una forte tradizione socialista in virtù anche del fatto  che Mezzina a suo tempo è stato vice sindaco – ha affermato Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione “Giuseppe Di Vagno” – il nostro è un tour itinerante, stamattina siamo stati a Bari presso la facoltà di Scienze politiche e domani saremo a Lecce , ma quello che mi ha più entusiasmato è stata la massiccia presenza di giovani universitari interessati alla storia dell’Avanti; molto probabilmente c’erano anche dei grillini, ma sono certo che se avessero ascoltato con la stessa attenzione di stamane la nostra cultura politica non avrebbero di certo scelto Grillo. Quello che voglio sottolineare è che L’Avanti  è stato un giornale autorevole, che per circa un secolo, dal 1896 al 1993, ha rappresentato un vero strumento di acculturamento per tutto il paese.”

Preciso e dettagliato è stato infine l’intervento di Ugo Intini, ex giornalista dell’Avanti nonché autore del libro presentato ieri, “l“Avanti! Un giornale, un’epoca”, il quale ha descritto in forma quasi romanzesca le varie fasi storiche italiane  e la lungimiranza dei membri del Partito Socialista da Filippo Turati a Pietro Nenni, nel preannunciare gli eventi socio culturali susseguitisi nel tempo  così come la necessità di costituire un’ Unione Europea : “Il mio libro narra la storia del PSI italiano, con l’obiettivo di ridare una vera e propria identità a tutto il centro sinistra – ha affermato Intini – ma quando parlo di politica non intendo solo quella socialista; nel mio lavoro sottolineo come purtroppo da una costola dell’Avanti sia nato il “Popolo d’Italia” di matrice fascista così come altre testate di ispirazione comunista. Affronto  i periodi  storici  più fortunati dell’Italia ovvero la Belle Epoque durata dal 1900 al 1914,  il periodo dello sviluppo economico e dell’emancipazione degli anni 60 e infine il fermento degli anni 80, ma ciò che ha contraddistinto questi periodi è stato di certo il magma  ribellista di matrice distruttiva,  esploso poi negli anni 90 e che purtroppo persevera ancora oggi.”

L’ex parlamentare non ha escluso cenni alla legge elettorale ovvero il “Porcellum” definendola ” infame” e non di certo leale come un sistema elettorale proporzionale che di certo assicura maggiore governabilità;  “Turati nel 1896 espresse già l’esigenza di unire politicamente gli stati europei, pertanto mi sento di affermare che non esiste un’ Europa senza socialismo e un socialismo senza Europa; Nel 1947  L’Avanti anticipò il tema Mafia, dopo l’era fascista la criminalità prese piede soprattutto in Sicilia.  Voglio concludere dicendo ai giovani che giustifico il loro allontanamento dalla Politica perché non esiste più quella seria di un tempo; i politici si preoccupano delle pagliuzze e  non delle travi come quella della crisi economica dovuta a mio avviso da un liberismo sfrenato e dunque alla mancanza della vera  Politica, che hanno  consentito alla finanza  senza regole di prendere sempre più potere, come anche del resto il proliferare dei paradisi fiscali. Dunque auspico al ritorno di una Politica con più etica , una morale  che ha da sempre contraddistinto l’intero  centrosinistra.”

Dora Dibenedetto

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