Barletta, al Curci presentato “Paradiso” di Pellissari: conclusa trilogia dantesca di danza

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Con questa espressione figurativa astratta,  sulle musiche di genere classico contemporaneo e elettronico advangarde, si chiude la trilogia dantesca di spettacoli ricchi di citazioni e allusioni. Dietro ogni scena esiste un concetto che termina per lasciare spazio a quello successivo, in cui la sfida alle leggi della fisica da parte degli acrobati, rimane una costante. Luci, colori, nastri e sfere trasparenti, corpi angelici -tra cui il celebre angelo di Dalì- e un’immensa tela bianca tagliata in tre che fa il verso a Fontana.

Come un’istallazione in movimento su musica, in questo spazio astratto tutto appare in equilibrio, parte di un ordine divino, in cui visioni di quadri viventi si esprimono con più registri.

Similmente a quanto accade agli spiriti che il Poeta incontra nel Cielo di Giove, i corpi dei danzatori formano le lettere dell’alfabeto componendo la frase che il pubblico deve leggere: “Amate le giustizia, voi che giudicate il mondo”.

In una sempre suggestiva e poetica chiave di interpretrazione del Paradiso dantesco in tutta la sua perfezione eterea, lo spettacolo sa immergerci nel sogno e nel divino, senza dimenticare di contagiare di una certa componente di “leggerezza”, tipica delle narrative movenze fluttuanti e danzanti.

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