Barletta, Paolo Villaggio al Teatro Curci tra ricordi e proteste

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La protesta e la proposta di boicottaggio, non recepita dai cittadini barlettani, già “purtroppo” muniti di oneroso biglietto, è stata organizzata in seguito alle dichiarazioni del comico nel settembre 2012, dopo le paraolimpiadi. L’attore in un’intervista al programma radiofonico “La Zanzara” criticò fortemente l’evento sportivo esprimendo un parere caustico, fortemente carente di sensibilità: “La mia non è crudeltà ma è crudele esaltare una finta pietà. Questo è ipocrita. Sembrano Olimpiadi organizzate da De Amicis con dei ‘personaggini’. Non fa ridere una partita di pallacanestro di gente seduta in sedia a rotelle. Io non le guardo, fa tristezza vedere gente che si trascina sulla sedia con arti artificiali. Mi sembra un po’ fastidioso, non è divertente”.

Il “ragionier Fantozzi” durante il suo monologo fatto di nostalgia, ricordi, aneddoti e autocelebrazioni di premi vinti grazie alla collaborazione con Fellini, ha ricordato ieri sera anche la grande amicizia con De Andrè e il suo dissacrante modo di vivere, il suo essere provocatorio e irriverente, ma senza forzature perché gli veniva naturale.

La sua infelice affermazione su un evento di grande importanza come le paraolimpiadi però, non può definirsi né dissacrante, tanto meno provocatoria, se mai avesse voluto trasformarsi nella brutta copia del suo amico, ma solo lesiva nei confronti di uomini e donne che attraverso lo sport cercano di superare i limiti imposti loro dalla vita e che a volte dimostrano alle persone normodotate, che molte volte crollano anche se sorrette da tutti gli arti, che la forza di volontà e la voglia di vivere possono far superare tutti gli ostacoli.

Durante la serata cominciata con il coinvolgimento del pubblico, Villaggio ha trovato subito la chiave per entrare in sintonia con la gente partendo dal farsi narrare la “Disfida di Barletta”, per passare alla fine del mondo scampata ma solo rimandata dei Maya e sul come affrontarla al suo arrivo, fino all’ateismo e alle “favole” alle quali inspiegabilmente crede il Papa e i suoi fedeli, passando per una stravolta “Creazione” e l'”Annunciazione” dell’Arcangelo a Maria di Nazareth. L’attore ha poi narrato il suo incontro con l’atea Margherita Hack fino all’intepretazione, dedicata a tutti coloro che credono e che con umiltà amano il mondo, del “Cantico delle creature” di San Francesco.

Salito sul palco, Villaggio ha chiesto al pubblico di fingere sentimenti inerenti al suo racconto, ha fatto un tuffo nella sua infanzia, con suo fratello gemello, che lui chiamava il “ladro” per via della sua attitudine a rubare penne e varia cancelleria, e della loro tenace timidezza cruccio di sua madre e di suo padre che li ha introdotti alla vita con il sottofondo del secondo conflitto mondiale. Ha parlato della paura, della fame e delle bombe, della gioia della fine del conflitto e dell’unica verità possibile che la guerra è sempre un male che impedisce di vivere.

In seguito al suo racconto, con l’aiuto di alcune diapositive che lo immortalavano con i suoi vecchi amici, da De Andrè appunto, a Pasolini a Ugo Tognazzi a Monicelli e Vittorio Gassman, il comico ha toccato momenti di profonda commozione, soprattutto quando dopo aver allegramente rivissuto le scorribande giovanili, ha ricordato il triste evento della morte di De Andrè e la nostalgica lettera inviatagli dal suo amico Gassman.

Di fronte a tanta sensibilità, allora viene da chiedersi come sia stato possibile che un uomo che ha avuto l’infanzia segnata gli orrori della guerra, che dà grande valore all’amicizia e che ha avuto il coraggio di inventarsi e reinventarsi in tanti ruoli, non abbia avuto l’accortezza, sapendo di essere un famoso personaggio pubblico e quindi seguito, di non rischiare di trasformarsi nel messaggero di parole così forti.

Forse, come ha affermato Angelo Damato, un ragazzo di Barletta in sedia a rotelle, presente al sit-in e diversamente abile  dopo un incidente avvenuto 19 anni fa, e che, soprattutto dopo il cambiamento della sua vita, continua a praticare pallacanestro: “Villaggio è solo una persona che ha bisogno di essere educata a cambiare idea come io sono stato dopo l’incidente, educato a farlo”.

Angelo ha dichiarato che lo sport per lui rappresenta una continua rinascita e la possibilità di essere sempre più autonomo e di esprimere, anche nello sport le sue idee perchè, attraverso lo sport si ha la possibilità di stare a contatto con la gente e starci bene. Dello stesso avviso anche l’avvocato Dimatteo della rete cittadina che ha lanciato l’iniziativa per dare un segnale del fatto che “proprio da una persona di spettacolo ci si aspettava un po’ più di sensibilità verso il tema. I commenti di Villaggio –  dice Dimatteo – sono inappropriati perché è dai disabili che viene il vero senso dello sport che sarebbe quello di oltrepassare i propri limiti”.

“Fermo restando che ognuno può esprimere la propria opinione – afferma Dimatteo – dal ruolo che riveste ci si potrebbe aspettare maggiore sensibilità, anche perchè ci sono molte persone che possono guardare all’esempio che una persona carismatica e di successo può dare. E’ da queste persone che dovrebbe venire l’imput per agevolare una trasformazione culturale”.

Sabrina Salerno presente al sit-in ha precisato che “tutti gli episodi devono essere portati alla luce. Qualsiasi azione lesiva e quindi anche nei confronti dei diversamentre abili deve essere portata all’attenzione delle cittadinanza attraverso tutti i mezzi possibili”. La Salerno ha ricordato che “a Barletta c’è una squadra di basket di ragazzi in carrozzina che grazie alla scienza e alla tecnologia messa a disposizione per l’uomo per fini nobili, visto che sappiamo  – sottolinea – che ci sono casi in cui invece vanno a ledere i diritti la dignità dell’uomo come ad esempio le tecnologie militari, copre delle mancanze e che non fanno delle persone con diverse abilità persone da compatire o da definire nei modi e nei termini definiti da Villaggio”.

Intanto le iniziative della rete civica non si fermano e dopo gli incontri tenuti dalle associazioni Bene Comune e Sportinsieme Sud per istituire una consulta comunale per la disabilità e sensibilizzare sempre più la cittadinanza, il 27 gennaio prossimo alla Sala Rossa del castello Svevo “sarà proiettato un film documentario “sesso amore e disabilità” per affrontare questa tematica cosi importante e anche privata, ma che va affrontata e  che in altre realtà del mondo già esiste: figure di assistenti per l’approccio al sesso per persone con diverse abilità”.

Nicoletta Diella

Le foto della protesta e dello spettacolo di Villaggio:

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