Barletta, in mostra i disegni a “penna libera” di Gaetano Terlizzi al Caffè Caprera

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Pur non proseguendo gli studi (vanta comunque un diploma presso un Istituto Statale d’Arte), accresce le sue doti, virtù ben evincibili dalla visione dei suoi disegni, dimostrando, come ha affermato Vannuccio Barbaro, che “genio è colui che fa grandiosamente e con naturalezza ciò che altri soltanto con grosso impegno e studio riescono a fare modestamente”. Lasciamo spazio a Gaetano che esporrà, nelle righe seguenti, origine e ragione di questa sua passione:

“La mia passione nasce con l’istinto. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto disegnare, ritrarre, in particolare, oggetti, edifici (soprattutto demoliti), strutture architettoniche varie. Ne sono affascinato. Crescendo, questa passione si è sviluppata con me, raggiungendo l’apice della sua espressione nel 2003, anno in cui ricevetti in regalo la stampa di un dipinto di una pittrice barlettana, Iolanda Dambra, e conosciuto i quadri di Augusto Daolio, grazie ai quali decisi che questa sarebbe stata la mia strada.

Questa scoperta mi spinse a frequentare un corso di studi presso l’Istituto d’Arte a Corato, optando per la sezione legno (mi sono infatti dedicato al modellismo, riproducendo costruzioni navali, strumenti musicali – data la mia passione per la musica). Al termine degli studi, conclusisi con il conseguimento del diploma, ho sentito l’esigenza di inizare a disegnare qualcosa di mio, non solo riproduzioni di altrui artisti. Come ogni adolescente in crescita, anch’io fui toccato dall’amore. La ricordo ancor’oggi, con la sua chioma scura, nera come la pece e il corpo affusolato: la penna. Da qui è nato un connubio che ancora oggi mi completa, aiutandomi a dar espressione a quanto, a parole, non saprei dire.

Presento così i “figli” di questo incontro: i miei, anzi, i nostri “disegni”, augurando a ognuno di cogliere, nelle sfumature e nei tratteggi di questi, un significato, un’emozione o solamente un’espressione di sorpresa. Libera interpretazione dei quadri esposti, nati, come già affermato, non per descrivere, ma istintivamente, lasciando spazio al mio subconscio che si esprime, così, “a penna libera”.

 

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