Barletta, esposta copia dell’icona della Madonna dello Sterpeto nella chiesa di San Pietro

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La benedizione è stata poi seguita dalla disamina del professor  Luigi Nunzio Dibenedetto in merito all’origine della devozione e del ritrovamento dell’icona originale della santa. L’icona, che resterà esposta in chiesa fino al 7 dicembre, è stata realizzata dall’artista Miolla ispirandosi non solo alla dedizione dell’intera comunità barlettana verso la santissima protettrice, ma anche e soprattutto all’amore verso l’iconografia del compianto barlettano Don Gino Spadaro.

“La “copia” della Madonna della Sterpeto – ha affermato il professor Dibenedetto – eseguita da Loredana Miolla non è notevole solo perché l’artista ha eseguito l’icona operando con estrema cura di tutti i passaggi messi in atto dalla plurisecolare arte bizantina, in particolare quelli canonizzati dalla scuola russa fra il secolo XV e il secolo XVI, impiegando per la realizzazione della stessa più di quattro mesi di lavoro. L’esecuzione di un’icona è molto di più! “Il termine stesso di iconografo, che significa: “scrittore di immagini”, mette in luce che c’è un profondo significato teologico alla base della realizzazione di un’icona. Questa non è solo un’immagine sacra – ha proseguito Dibenedetto – ma l’espressione figurata di un mistero della fede, intorno al quale si sono addensati nei secoli il culto e la devozione di centinaia di generazioni. La storia e il culto legato – ha concluso il professore- all’immagina sacra originale della Madonna dello Sterpeto risale al 1200 circa; ancora oggi poco si sa sull’origine dell’icona, ma il primo documento in merito risale al 1731 quando a seguito di un terremoto l’immagine fu venerata dai barlettani eleggendo la madonna dello sterpeto protettrice della città.”

Descrivendo la tecnica artistica utilizzata per la realizzazione del suo lavoro iconografico, e il significato che l’arte russo bizantina associa anche ai colori, l’artista Miolla ha concluso la cerimonia di inaugurazione affermando che : “ Lo sfondo dorato della mia opera rappresenta la luce di Dio, il rosso l’umanità e il sangue dei martiri, il bianco la pace, e il verde la natura e la fertilità; l’icona è stata realizzata stendendo su una tavola di legno una tela di lino e procedendo con la tecnica russo bizantina ho terminato il tutto nel giro di quattro mesi; ogni icona rappresenta e racchiude un pezzo di mondo e senza alcuna benedizione resterebbe un pezzo di legno sconsacrato.”

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Dora Dibenedetto

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