Andria, meeting “Cercatori della Verità”: ospiti Giuliana Sgrena e Piergiorgio Odifreddi, le foto

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La ricerca della verità vista da due prospettive diverse, quella di una mente razionale, Piergiorgio Odifreddi, che ha dedicato tutta la sua vita alla scienza: “La verità è una delle idee più metafisiche al mondo – ha dichiarato nel corso della serata – c’è chi crede illusoriamente di possederla. La scienza cerca le “verità”, non la “verità” assoluta, quella con la V maiuscola e la nostra scienza, quella che io rappresento, è più modesta, che a piccoli passi arriva lontano” e la ricerca della verità secondo una giornalista, Giuliana Sgrena, che ha rischiato la propria vita per testimoniare la condizione femminile mediorientale : “Siamo sempre stati abituati a vedere e a sentire le vicende delle donne musulmane con frustrazione, ma non siamo poi così tanto lontani da quella realtà. In Italia assistiamo tutti i giorni a femminicidi, siamo un paese patriarcale.”

“Anche il mondo occidentale ha i suoi lati oscuri” dichiara Odifreddi, annuendo alle dichiarazioni di Giuliana Sgrena, ricordando la celebre figura di Alan Turing, matematico, logico e crittografo inglese degli anni 50, inventore del computer a soli 24 anni, ma colpevole di essere omosessuale in una società in cui l’omosessualità era considerata un reato, che lo ha portato al suicidio.

Insieme per parlare di una “brutta televisione” tesa a spettacolarizzare tutto, in cui si sono perse le vere basi dell’informazione e dove si è alla ricerca continua di notizie. Una divulgazione fittizia di informazioni in una televisione ormai omologata. Un cambiamento anche nella divulgazione scientifica, prima riservata ad un pubblico scelto, menti maschili “illuminate”, ad una elite, di cui le donne non facevano parte, che ora invece sono nomi eccellenti nella storia della scienza, a partire da Ipazia per arrivare a Rita Levi Montalcini.

Giuliana Sgrena, protagonista sui giornali per delle due dichiarazioni sulla storia dei Marò arrestati in India: “Le mie parole sono state travisate, dico solo che la legge deve essere uguale per tutti e che le vicende debbano essere verificate con attenzione perché ci sono due vittime, con questo non voglio andare contro la figura dei militari.” “Si dovrebbero fare grandi cordogli anche per le vittime di guerra, la maggior parte civili ed innocenti” continua Piergiorgio Odifreddi.

(Ph©Roberto Buscemi)

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Sul palco del teatro più che una giornalista, una donna molto emozionata e provata nel raccontare la sua terribile esperienza in Iraq nel 2005, protagonista di un rapimento, finito con la sua liberazione dopo un mese e con la tragica morte dell’agente Nicola Calipari, durante il tragitto verso l’aeroporto: “Ho imparato che cosa è la paura. La sensazione che non dimenticherò mai è pesantezza del corpo esamine di Calipari su di me. Non mi sento responsabile per la sua morte – ha dichiarato la giornalista del “Manifesto” – mi sento una sopravvissuta, e questo è molto più doloroso del sentirsi in colpa.”

Piergiorgio Odifreddi presenta il suo libro “Caro Papa ti scrivo”, una sorta di lettera indirizzata a Papa Benedetto XVI in cui contrappone i due Credi: il primo, il canonico dei fedeli e il secondo, il Credo  dei razionalisti che lui rappresenta.

A conclusione della serata la domanda clou di questo meeting 2012: lento o rock? Odifreddi risponde in maniera razionale, come solo uno scienziato sa fare: “C’è sempre una via di mezzo, non si può sempre correre e non si può sempre meditare. Anche il cervello umano ha due emisferi, uno razionale e l’altro emotivo, se ce ne sono stati dati due è perché devono essere usati entrambi. Velocità e lentezza sono sempre collegate.”

Giuliana Sgrena, molto timidamente e facendo riferimento alla sua passata esperienza dichiara: “ Prima vivevo una vita più rock, ora la mia vita è più lenta, ho imparato a vivere alla giornata”.

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