Andria, meeting “Cercatori della Verità”: ospite l’esilarante Giobbe Covatta, le foto

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Star della serata, tra tutte la più esilarante, l’attore, scrittore e giramondo Giobbe Covatta, tarantino di nascita, partenopeo di acquisizione e figlio di ufficiale di marina. Dunque, con l’istinto del viaggio nel DNA. ”Non sono mai stato un turista – ha raccontato al pubblico – ma con un po’ di forzature sono riuscito a fare ciò che sognavo da bambino, ovvero l’esploratore, per poi poterlo raccontare come attore e trascriverlo da scrittore. Perché ho scelto l’Africa? Perché è un mondo che trovo straordinariamente bello. L’Oriente, se riesci a viverlo pienamente, è uno stimolo continuo per il cervello, il Sud America è uno stimolo grandioso per il cuore, ma l’Africa, sembrerebbe un ossimoro, è l’unica che ti riempie la pancia. Arrivi lì, ti togli le scarpe e senti sotti i piedi le tue radici, quelle del mondo. E capisci che non ne puoi fare più a meno”.

Covatta ha fatto decenni di televisione, ha partecipato a 173 puntate di Maurizio Costanzo Show, ha visto crescere Fabio Fazio e l’amico di sempre Enzo Iacchetti, formarsi la Gialappa’s Band ed esordire Daniele Luttazzi, ma è ancora convinto che “la tv, da comici, non la si possa amare: è troppo fredda, limitante,  ti costringe a continue autocensure per il timore di offendere la sensibilità di qualcuno. Ho fatto televisione solo con gli amici e non credo riuscirei a tornare nel piccolo schermo”.

Non si prende sul serio, il Covatta di “Parola di Giobbe”, volume da 1 milione e mezzo di copie  che “figura tra i libri più venduti del ‘900, insieme a Salgari, Calvino e Umberto Eco. Lo dico consapevole del fatto che Topolino nella settimana di Ferragosto vende più di un milione di copie”. Tutto merito della moglie Paola “che mi ha sempre corretto i congiuntivi e ha fatto da editor per tutti i miei libri. Lei è il mio primo metro di paragone: so per certo che se le leggo una battuta e lei mi guarda con un po’ di disgusto dicendomi che fa schifo, la battuta funzionerà alla grande”.  Ma un po’ , confessa il poliedrico comico, anche merito suo. O meglio di un impulso a raccontare “le cose che la gente sa, o meglio pensa di sapere. La mia satira non ha mai avuto né intenti polemici, né divulgativi, ma invita alla conoscenza, che troppo spesso è sconfitta dalla moda e dalle ideologie. E’ per questo che non mi sforzo di portare in Africa il nostro denaro o la cultura occidentale: mi impegno a creare curiosità nella gente, che non sa nulla dell’Africa vera. Che non è nera ma piena di colori.

(PH©Roberto Buscemi)

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Al termine della serata, l’ideatore del meeting Marco Grassi,  ha svelato un atteso indizio sull’edizione 2013 del meeting.  “Cercatori della verità” sarà dedicato ancora all’attualità, con dialoghi tra “uomini sconnessi e ipersconnessi”. Come vivere social con il mondo a portata di click? Al pubblico del meeting toccherà attendere 12 mesi per scoprirlo dai protagonisti più noti del piccolo e grande schermo.

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