I Cesaroni 5, da settembre la nuova serie: l’intervista alla new entry Beniamino Marcone

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Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema di Roma, Beniamino Marcone è attore per il cinema, il teatro e la televisione e regista di cortometraggi e documentari. Ha recitato nei film “20 sigarette” e “Febbre da fieno”, mentre quest’anno lo rivedremo sul grande schermo in “Pasolini – La verità nascosta” di Federico Bruno.

Giovane ma con una lunga esperienza professionale, ha calcato i palcoscenici dei teatri e i set delle fiction televisive, ora anche il cinema: quale di queste realtà preferisce?

Diciamo che ho avuto la fortuna di fare tante esperienze diverse eppure mi sembra che ancora non ho fatto nulla, mi sembra  sempre di dover ricominciare tutto da capo come quando iniziavo a fare i miei primi spettacoli. Il teatro è stato la mia prima casa, all’inizio credevo avrei fatto sempre e solo quello poi diverse opportunità anche grazie all’esperienza del Centro Sperimentale che mi ha fatto scoprire quanto in realtà fosse diverso recitare per la macchina da presa.

Oggi mi sento a mio agio con chiunque abbia un’idea chiara che sia al cinema o a teatro. Mi piace parlare molto e conoscere le persone con cui lavorerò per capire come affrontare il lavoro, preferisco chi ha la capacità e il tempo di dialogare con i propri attori per raccontare qualcosa. Purtroppo a volte il tempo stringe e quindi bisogna essere delle schegge e cercare di ottimizzare i tempi. Anche in teatro i tempi sono cambiati e fare mesi e mesi di prove sembra oramai impossibile. Un attore deve essere ancora più preparato e pronto, ma tutto parte da una predisposizione mentale al lavoro.

Ha interpretato un ruolo da protagonista ne Il giovane Montalbano, sarà nei Cesaroni 5 in onda a settembre e avrà il ruolo di un amico d’infanzia di Pier Paolo Pasolini nel film Pasolini – la verità‡ nascosta di Federico Bruno: tre personaggi molto diversi tra loro… qual è più nelle sue corde?

Proprio per quello che ho detto prima io mi sento vicino ad ognuno di questi personaggi perché in realtà un attore deve essere in grado di cancellare e costruire tutto in continuazione. Certo alla base il punto di partenza siamo sempre noi con il nostro cervello e la maniera di affrontare un ruolo varia per ogni attore perché differenti sono i punti di partenza. Laddove non esistano limitazioni fisiche verso un ruolo credo che ogni attore abbia la voglia di capire cosa possa dare a quel determinato personaggio e partire da quello. Mi farebbe impazzire il pensiero di interpretare sempre e solo personaggi contraddistinti da qualità simili.

Lei ha dichiarato di provare grande ammirazione per un personaggio poliedrico e che ha segnato il suo tempo come Pasolini: come ha vissuto l’esperienza di girare il film che affronta tematiche delicate come le “verità nascoste” sulla morte del poeta?

Ho dovuto leggere molto, capire che cosa stavo facendo. Io provo ammirazione per chi ha qualcosa da dire e lo dice fino in fondo cercando di essere un motore per la società. Se non ci fossero delle menti così brillanti che alimentano il dibattito culturale, il rischio di un’omologazione imperante sarebbe ancora maggiore di quanto già forte oggi. Pasolini era un critico costruttivo, un uomo a cui interessava ogni aspetto della vita e lo dimostra la sua attività artistica per cui entrare in un progetto è stato vissuto da me con il massimo rispetto.

Oltre che attore, ha dimostrato grande destrezza anche dietro la macchina da presa in cortometraggi e documentari: ha altri progetti come regista?

Come regista ho fatto piccoli tentativi ma devo dire che mi piace moltissimo dirigere altri attori, entrare in sintonia con le altre persone mi appassiona. Inoltre provo grande soddisfazione quando riesco a scrivere qualcosa di cui non mi vergogno. Nella mia testa c’è spazio anche per questo perché ogni persona nella sua testa ha le sue storie da raccontare, i suoi modi di vedere alcune situazioni, sviluppare la propria sceneggiatura o il proprio pezzo. Ad esempio io al Centro Sperimentale durante una delle mie selezioni portai un testo che in quel periodo stavo scrivendo, mi è andata bene.

Da attore a spettatore: cosa le piace guardare in tv o al cinema?

Mi piacciono registi come Moretti, Luchetti, Crialese i film con grandi comici, Tim Burton, Malick, Scorsese  molte serie tv americane ma mi posso appassionare anche ad un cartone animato o a qualcosa che scopro on line. Inoltre in Italia si dà poco spazio ai documentari e questo è un peccato.

Lei è considerato uno degli attori più promettenti del cinema e della televisione: per il futuro cambierebbe qualcosa nel prodotto offerto al pubblico?

Punterei sulla diversificazione dell’offerta, osando qualcosa in più in termini di storie per quanto riguarda soprattutto il mercato italiano. Credo che siamo tutti convinti che alla lunga la qualità ripaghi per cui dovremmo iniziare a cambiare la mentalità con cui si affrontano nuove idee. Il pubblico va educato, i ragazzi vanno stimolati con offerte diverse, bisogna ritornare a produrre più cose ma diverse. I più curiosi scelgono cosa vedere e a volte finiscono per apprezzare prodotti che potremmo fare benissimo anche qui in Italia con attori italiani. Inoltre punterei concretamente sul preservare il cinema italiano, anche quello che sta accadendo a Cinecittà in questi giorni è indicativo, il cinema italiano vive un momento di difficoltà ma ha ancora tanto da dire e chi vi lavora è gente seria. Bisogna aiutare le produzioni cinematografiche a investire nel cinema. Si deve trovare il modo di dare fiducia ai giovani e la giusta importanza al valere delle opere prime.  Inoltre si deve tornare a sviluppare idee, le nostre idee, puntando al meglio e non sempre al risparmio. Dovremmo iniziare a ragionare con meno pregiudizi rispetto a cosa raccontare e come farlo perché non è vero che il pubblico vuole solo alcuni determinati prodotti.

Che rapporto ha con internet e i social network? Li apprezza o li “subisce” per necessità?

Io uso internet moltissimo. studio, lavoro e imparo molto utilizzando internet ed anche i social network. Credo di fare un uso discreto dei Social in linea con quello che mi serve, non ne sono mai diventato schiavo. Per il resto internet è una risorsa incredibile ed anche chi fa il mio mestiere sta iniziando a capire quali sono le potenzialità della rete.

Qual è il suo sogno nel cassetto e quali sono i progetti per il suo futuro?
Il mio sogno è quello di poter sempre scegliere ciò che fare fin quando posso permettermelo fisicamente, sarei un attore veramente fortunato. Riguardo ai miei progetti ce ne sono diversi in cantiere anche per il grande e piccolo schermo vedremo nei prossimi mesi ma qualcosa si sta fortunatamente muovendo. Per il futuro più lontano mi piacerebbe portare in scena qualcosa scritto da me ma per questo è ancora presto.

 

Nicoletta Diella

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