Barletta, presentato libro “Cannoni e Fiori”: memorie del pianista ungherese Cziffra

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All’evento tenutosi presso la Sala rossa del castello di Barletta, moderato dal giornalista e critico musicale di Radio Classica  Gabriele Formenti , curato dall’associazione culturale Liberincipit Presidio del libro di Barletta e inserito nel Festival organizzato dall’associazione “Amici della musica – Mauro Giuliani”, sono intervenuti il presidente dell’associazione omonima l’ arch.Francesco  Saverio Caporale e l’esperto di musica classica Cataldo Lotito.

“Cannoni e Fiori” (edito da Florestano), è nato in seguito ad un incontro in Francia tra Lotito e la vedova Cizffra;  la stessa che ha donato all’esperto musicale le memorie di suo marito, tradotte poi in italiano dal professor Russo.

La forma adottata è quella romanzesca, mediante la quale viene narrata l’autobiografia del pianista ungherese nato nel 1921 a Budapest e morto in Francia nel 1994. Naturalizzato francese nel 1968, Cziffra fin da subito dimostrò precocissime e prodigiose doti pianistiche, che gli permisero di entrare nell’Accademia “Franz Liszt” di Budapest a soli nove anni e di esibirsi in giro per l’Europa appena sedicenne.

“Il primo capitolo “la Zattera della miseria” mette in luce la sofferenza fisica e psichica che ha caratterizzato la vita del Cziffra, un uomo nato in contesto di totale povertà. Emblematica  in “Cannoni e Fiori” è  la figura della sorella del pianista; lei fu la prima a manifestare la passione per la musica studiando nozioni pianistiche del tutto elementari, ma che permisero al fratello minore Gyorgy di prenderne esempio e manifestare sin dalla tenera età il suo straordinario talento.” –  ha commentato Lotito .

Tuttavia, l’esordio del maestro, avvenuto a cinque anni come enfant prodige sulla pista di un circo, prosegue con la sua prigionia in un campo di concentramento nazista , fino ad arrivare ai successivi trionfi sui palcoscenici di tutto il mondo.

Quest’uomo a mio avviso credo che impersoni la musica stessa– ha proseguito l’esperto musicale – un uomo che diserta la guerra  e fugge rubando un treno tra mille peripezie, fino ad arrivare in una chiesa adibita come un vero e proprio ospedale, all’interno della quale c’era un organo che Cziffra subito fece proprio, sino a credere che il suono emesso da quello strumento abbia consentito ai tedeschi di individuare la struttura per poi bombardarla”

“Fondamentale è stato anche il suo incontro con il jazz – ha concluso Lotito – nonché la sua straordinaria capacità di improvvisazione di questo interprete. La sua discografia curata da me personalmente, mette in risalto la predilezione del maestro Cziffra, per mostri sacri come Ludwig van Beethoven e Franz Peter Schubert.”

Dora Dibenedetto

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