Barletta, smantellato clan: droga e armi in casolari, 5 arresti

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La prima ha portato allo smantellamento della famiglia Albanese che, per il Commissario della Polizia di Barletta, Ignazio de Prisco, è ad oggi il clan predominante in città, quello che controlla il traffico e gestisce lo spaccio di stupefacenti. In manette il padre, Ruggero, e i suoi tre figli Savino, Cosimo Damiano e Raffaele, tutti già noti alle Forze dell’Ordine.

Durante un’operazione di pattugliamento del territorio nelle immediate periferie di Barletta in zona Barberini, contrada Crocifisso, gli agenti hanno fatto irruzione in un casolare nel quale hanno ritrovato 120 grammi di cocaina pura, 30 grammi di marijuana, alcune dosi di hashish, un bilancino elettronico di alta precisione, utilizzato per confezionare le dosi ed, infine, armi e un centinaio di proiettili di diverso calibro.

Una vera e propria organizzazione mafiosa, secondo gli inquirenti, priva di scrupoli, certamente pronta ad uccidere, per difendere gli interessi in una città grande come Barletta, quindi fonte di cospicui guadagni. Un cospicuo guadagno difatti avrebbe fruttato il bottino sequestrato dalla Polizia una volta arrivato sul mercato, più di 50.000 euro.

Nella seconda operazione gli agenti hanno perlustrato la frazione di Montaltino, dove, anche qui all’interno di un casolare, si sono trovati di fronte ad un vero e proprio arsenale, con macchine adoperate per la manutenzione di pistole vere e la modificazione di pistole giocattolo, macchine per la produzione di bossoli e un giubbotto antiproiettile. Il fermato, Gianfranco Dibari, era già noto alle Forze dell’Ordine: nel suo casolare sono state ritrovate due pistole di cui una appunto modificata e alcuni bossoli. Ora la Scientifica sta compiendo indagini, per capire se questa pistole “truccate” possano avere avuto parte attiva durante operazioni criminali. Il lavoro delle FdO non nasce da una vasta e preliminare fase investigativa, bensì è il frutto di un’ampia e generale operazione di controllo, nata per iniziativa della Questura di Bari che ha voluto rendere visibile e tangibile la propria presenza sul territorio del co-capoluogo di Provincia.

I lavori degli agenti pertanto non si fermeranno, continuando con perquisizioni a tappeto sull’intero territorio cittadino: perquisizioni domiciliari, su soggetti noti alle forze dell’ordine; controlli in circoli ricreativi e su liberi vigilati. Un intervento forte e deciso, teso ad infliggere un duro colpo alla malavita organizzata di Barletta.

Michele Noviello

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