Margherita di Savoia, operazione “White Beach”: 41 arresti per droga, rapina e immigrazione clandestina. Video

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I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

 Le misure cautelari sono state eseguite a carico di:

 CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

 B. S., cl.1987, di Margherita di Savoia

C. M., cl.1977, di Margherita di Savoia;

C. M., cl. 1989, di Margherita di Savoia;

D. L., cl.1961, di Margherita di Savoia;

D. M., cl.1980, di Margherita di Savoia;

D. G., cl. 1983, di Manfredonia;

D. G., cl.1984, di Margherita di Savoia;

G. F., cl.1987, di Manfredonia;

G. P. P., cl.1987, di Cerignola;

I. N., cl.1971, di Cerignola;

K. D., cl.1985, albanese, residente a Margherita di Savoia;

L. I., cl. 1992, di Margherita di Savoia;

P. C., cl. 1981, di Margherita di Savoia;

R. M., cl.1982, di Margherita di Savoia;

R. M., cl. 1989, di Cerignola;

S. P., cl.1975, di Cerignola;

V. C. D., cl.1966, di Margherita di Savoia;

V. R., cl.1977, di Margherita di Savoia

 ARRESTI DOMICILIARI

B. A., cl.1973, di Margherita di Savoia, domiciliato a Milano;

B. G., cl. 1985, di Margherita di Savoia.

C. A., cl.1987, di Margherita di Savoia;

D. C. D., cl.1958, di Margherita di Savoia;

D. G., cl. 1976, di Cerignola;

I. L., cl.1990, di Margherita di Savoia;

I. M., cl.1986, di Margherita di Savoia;

K. A., cl. 1990, albanese, domiciliato a Margherita di Savoia;

L. G., cl. 1981, di Margherita di Savoia;

M. G., cl. 1983, di Margherita di Savoia; domiciliato in Castel Fiorentino (FI);

M. G., cl.1982, di Margherita di Savoia;

M. F., cl. 1987, di Margherita di Savoia;

P. C., cl. 1986 di Cerignola;

S. C., cl. 1990, di Margherita di Savoia;

S. G., cl.1989, di Cerignola;

S. B., cl.1987, di Margherita di Savoia;

OBBLIGO PRESENTAZIONE P.G.

D. R., cl. 1984, di Margherita di Savoia;

M. S., cl. 1993, di Cerignola;

S. C., cl. 1986, di Margherita di Savoia;

S. M. A., cl. 1986, di Margherita di Savoia;

P. F., cl. 16/12/1961, di Andria;

V. S., cl. 1967, di Margherita di Savoia;

Le indagini dei Carabinieri, dirette dalla Procura della Repubblica di Foggia, si sono basate su complesse attività tecniche oltre che su numerosi servizi di riscontro. Allarmanti i bilanci dell’inchiesta che ha avuto come epicentro le città di Margherita di Savoia e Cerignola: oltre 1300 sono stati gli episodi totali di presunto spaccio accertati dagli investigatori, nonché il coinvolgimento di giovanissimi nella gestione dello smercio di stupefacenti “da strada”, per un giro di affari stimato intorno ai 150.000,00 euro.

 L’attività investigativa ha preso avvio dal sequestro di una dose di cocaina eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo a Margherita di Savoia nei confronti di due persone che poco prima del controllo erano state viste uscire dall’abitazione di D. L., sita nel rione “Isola Verde”.

La conseguente attività investigativa, sviluppata da marzo a ottobre 2011, attraverso una serie di attività tecniche nei confronti di D. L. e poi via via estese alle persone contattate da questa per operazioni riconducibili al traffico di sostanze stupefacenti, avrebbe consentito di giungere alla compiuta individuazione di un numero rilevante di spacciatori operanti prevalentemente a Margherita di Savoia e nei comuni limitrofi dediti all’acquisto, detenzione e spaccio di droga.

 In particolare, gli inquirenti avrebbero individuato 9 aggregati, i cui compartecipi erano dotati di una propria autonomia organizzativa ed operativa:

1. il gruppo facente capo a D. L., che dopo essersi approvvigionata alla bisogna di “cocaina” da D. G. e di marijuana e hashish da altri fornitori, la commerciava direttamente o tramite la figlia M.F. ed il genero K. D., K. A. fratello di D., B. A.. Quest’ultimi, secondo le indagini, agendo ciascuno anche in autonomia operativa e separatamente l’uno dall’altro, provvedevano allo spaccio oppure facevano da intermediari per conto della D. per farla acquistare ad altri;

2. il gruppo facente capo a D. G., che dopo essersi approvvigionato alla bisogna di “cocaina” da D. L., in un rapporto di solidarietà reciproca con la stessa, o da V. R. con l’intermediazione di L. I. o, in alternativa, da P. F. di Andria, la commerciava direttamente o tramite lo stesso L. I., D. M., B. S., S. B., D. C. D., C. A., B.G., M. G.. Anche quest’ultimi, come nel gruppo precedente, secondo gli inquirenti  erano dotati di autonomia operativa e potevano agire separatamente l’uno dall’altro, provvedevano allo smercio della droga oppure facevano da intermediari per conto del D. ;

3. il gruppo facente capo a V. R., che dopo essersi approvvigionato alla bisogna di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana” da fornitori cerignolani, avrebbe provveduto allo spaccio direttamente o tramite I. M., I. L., S. C. (cl.1986), V. S., V. C. D., S. M., S. C. (cl. 1990), presunti partecipanti al commercio di droga, per conto del V., provvedendo allo smercio oppure facendo da intermediari per farla acquistare da altri;

 Attraverso V. R. si è giunti a L.N. G., che sarebbe stato impegnato con una sua cerchia, in modo autonomo, nel commercio di marijuana;

 Le indagini sul conto di B. S. hanno consentito di individuare altre reti di spaccio riferibili a:

5. G. P. P.,R. M. e I. N.

6. P. C.

7. P. C., S. G., P. P.;

che avrebbero avuto un’autonoma attività di commercio illecito di cocaina;

 ed ancora, le indagini sul conto di I. N. conducevano a:

8. S. P., D. T. G., per spaccio di  cocaina e hashish;

9. D. C. G., che dopo aver acquistato cocaina o hashish da S. P., direttamente o attraverso G. F. ed un minore non colpito da misura la immetteva al consumo vendendola a terzi.

 Dato di estremo interesse è quello costituito dall’uso, per così dire, in comproprietà di talune utenze telefoniche: “utenze di servizio” destinate all’attività delittuosa. Sofisticato il sistema di comunicazione tra gli indagati. Quasi tutti utilizzavano pressoché costantemente un linguaggio che cercasse di mantenere nascoste l’identità delle persone che dialogavano e l’oggetto reale delle conversazioni attraverso un vero e proprio codice convenzionale così come talune espressioni gergali, che gli interlocutori utilizzavano per far intendere a chi ascoltava quale fosse l’oggetto delle richieste rivoltegli. Per indicare lo stupefacente, si spaziava in vari campi:

“MOTORINO”, “CAFFE’”, “MOTORE GRANDE”, “MACCHINA”; “PERSONE”; “CIPOLLINE” (termini che stanno ad indicare le dosi di cocaina confezionate per lo spaccio da strada); “BIANCA”; ”GIALLA” (termini utilizzati, secondo il colore assunto dalla cocaina, per distinguere la naturale da quella sintetica c.d. “chimica”); “LENTA” (termine che sta ad indicare la droga di scarsa qualità che provoca un effetto psicotropo ritardato); “FUMO”; “CANNETTA” (termini che stanno ad indicare rispettivamente hashish e marijuana) che per gli inquirenti denotano chiaramente l’intento degli interlocutori di non chiamare l’oggetto della conversazione con il suo nome reale.

Le attività di spaccio poste in essere dagli indagati presenterebbero caratteristiche simili che presuppongono un comune metodo operativo che era conosciuto anche dagli acquirenti, i quali adeguavano le proprie condotte e gli strumenti di comunicazione a tale metodo.

 Inoltre, il GIP ha riconosciuto nei confronti di D. P. G., R. M. e D. M. la sussistenza di gravi indizi quali esecutori materiali di una rapina a mano armata e dei connessi reati di detenzione e porto illegale di una pistola in luogo pubblico e lesioni personali aggravate.

La sera del 3 luglio 2011, a Margherita di Savoia, due uomini, armati di pistola e con il volto coperto, nei pressi della sua abitazione, aggredivano il titolare di un supermercato che al termine della giornata lavorativa stava rincasando con l’incasso.

La vittima, nel tentativo estremo di nasconderlo, aveva gettato una busta di plastica contenente la somma di euro 9.850,00 nel giardino della sua abitazione, che però veniva prelevata dai rapinatori che subito dopo si allontanavano facendo perdere le proprie tracce.

Dalle informazioni acquisite nell’immediatezza dei fatti, da persone che avevano assistito alla rapina, i Carabinieri apprendevano che i rapinatori erano fuggiti a bordo di una Lancia Thema, di colore blu, condotta da una terza persona. L’auto era stata rubata a Zapponeta.

In particolare, si accertava che D. P. G. avrebbe pedinato la vittima, fornendo a mezzo telefono le relative informazioni circa i suoi spostamenti a R. M. che si trovava insieme a D. M.; R. M. e D.M., entrambi agendo a volto coperto ed armati di pistola, avrebbero minacciato la vittima introducendosi nel giardino di casa approfittando dell’apertura del cancello, recuperando ed impossessandosi della busta di plastica contenente il denaro. Le indagini avevano consentito nell’immediatezza di recuperare parte del bottino e di rinvenire l’auto utilizzata nella rapina.

Inoltre, agli indagati B.A. e D. L. sono stati contestati i reati di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; mediante artifizi e raggiri – consistiti nel simulare rapporti di lavoro tra stranieri extra Unione Europea da una parte, e cittadini italiani dall’altra, nel produrre istanze di regolarizzazione (c.d. “emersione”) sulla base di false certificazioni sanitarie attestanti la necessità di assistenza domiciliare; nel simulare l’ospitalità dei cittadini stranieri interessati – avrebbero indotto in errore i funzionari dello “Sportello Unico per l’Immigrazione (S.U.I.)” presso la Prefettura – U.T.G. di Foggia ottenendo così il “nulla osta” per gli stranieri che corrispondevano in cambio agli indagati una somma di denaro.

Infine, l’inchiesta ha consentito di identificare negli indagati C. M., M. G. e V. C. D. gli autori di un “pestaggio” in pregiudizio di un tossicodipendente che era stato ritenuto responsabile della “sparizione” di 300 grammi di “cocaina” pronti per essere immessi al consumo da un nascondiglio ubicato sul lungomare di Margherita di Savoia.

 Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 4 persone, mentre 73 sono state quelle complessivamente denunciate (di cui 41 colpite dal provvedimento).

 Un indagato destinatario del medesimo provvedimento restrittivo, sfuggito alla cattura, è attivamente ricercato.

Fonte: comunicato stampa Carabinieri Foggia

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