Canosa di Puglia, rubano piccole viti per piantarle in un altro terreno: in tre ai domiciliari

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La guardia campestre, per impedire che tale episodio venisse denunciato alle Forze dell’Ordine, intimava al proprietario di non dire nulla, in quanto avrebbe provveduto a recuperarle.

La notte del 15 marzo 2013, detta guardia con la complicità di altri soggetti avrebbe espiantato le barbatelle da un altro fondo, piantandole come promesso nel fondo suindicato e ricoprendole con del terreno per evitare che potessero essere nuovamente rubate. Le indagini permettevano poi di accertare che le barbatelle piantate erano, in realtà, state rubate da un altro fondo, il cui proprietario ne aveva denunciato il furto.

Il titolare del fondo, su cui vigilava la guardia campestre e che in origine aveva subito il furto delle barbatelle, sentito in merito, aveva negato di essere stato derubato, dichiarando che le viti presenti sul terreno erano state piantate un anno prima. Ma gli accertamenti esperiti permettevano invece di constatare che erano state piantate di recente.

Il GIP, ritenendo che dalle indagini fossero emersi apprezzabili pericoli di reiterazione e la necessità di interrompere l’attività criminosa in corso, decideva di disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della guardia campestre e di uno dei suoi complici, per il reato di furto aggravato in concorso, e del proprietario del fondo per ricettazione.

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