Trani, truffa su mutui fondiari: 26 indagati, coinvolto direttore MPS

0
448
Costui, oltre ad esercitare abusivamente l’attività di agente immobiliare, avrebbe fatto parte di un’associazione per delinquere composta da 5 soggetti, finalizzata alla truffa e alla ricettazione.
Sequestrati dalle Fiamme Gialle anche 7 immobili per un valore totale di circa 1.5 milioni di euro. Inoltre, 21 gli indagati per  concorso in truffa e ricettazione.

Coinvolto nella presunta truffa il direttore pro-tempore, all’epoca dei fatti,  dell’agenzia di Trani e della filiale di Barletta. Gli investigatori hanno evidenziato l’erogazione anomala di mutui fondiari stipulati dalle predette filiali attraverso alcuni intermediari immobiliari. Gli accertamenti,  svolti attraverso l’acquisizione e l’analisi di circa 50 fascicoli relativi ad altrettanti mutui fondiari concessi tra il 15 aprile 2005 e il 30 aprile 2008 dai due sportelli bancari, hanno permesso di appurare il coinvolgimento dell’allora direttore nella commissione dei reati di truffa a danno della Monte dei Paschi di Siena mediante l’utilizzo di atti falsi.

L’organizzazione agiva attraverso diverse figure professionali (2 mediatori creditizi, un agente immobiliare ed un perito), ognuna delle quali rivestiva  un ruolo definito nell’iter di concessione dei mutui. Secondo l’accusa,  Giuseppe Marasciuolo ed altri due mediatori creditizi si occupavano di  predisporre le pratiche di finanziamento all’istituto di credito attraverso la compiacenza del direttore pro-tempore della filiale di Trani.

Le istanze di finanziamento, corredate da false attestazioni reddituali spesso relative a rapporti di lavoro inesistenti dei  richiedenti il mutuo fondiario, venivano approvate dal direttore il quale poi conferiva ad un ingegnere – perito l’incarico per la stima degli immobili,  individuati da Marasciuolo, offerti in garanzia ipotecaria per l’ottenimento del finanziamento. Perito che sovrastimava il bene offerto in ipoteca.

Inverosimili le stime:  un rudere del valore commerciale di 1.000 euro aveva ottenuto l’erogazione di un mutuo per la somma di oltre 149.000 euro in quanto sopravalutato fraudolentemente dall’ingegnere – perito.

Le somme così ottenute, venivano suddivise tra i 21  mutuatari compiacenti, mentre il pagamento delle rate del mutuo fondiario veniva interrotto dopo pochi mesi. A questo punto la banca avviava azioni di recupero comunque infruttuose, stante la sovrastima del bene immobile dato in garanzia o l’inconsistenza dei redditi personali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here