Trani, ai domiciliari 4 avvocati: truffa da 500 mila euro ai danni di Inps e Ministero Giustizia

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Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Trani hanno eseguito quattro provvedimenti restrittivi ai domiciliari, emessi dal GIP del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti avvocati.

Maggiori dettagli al termine della  conferenza stampa in corso  presso la Procura della Repubblica di Trani.

Aggiornamento: Gli avvocati finiti agli arresti domiciliari sono Oscar Lojodice, Sergio Mannerucci, Maria Luisa Tatoli e Gilberto Botta (due di Bari, uno di Trani e uno di Terlizzi).

Le misure cautelari giungono al termine di una complessa attività di indagine condotta, a partire dal giugno del 2010, dai Carabinieri di Trani e dal pm Michele Ruggiero, che portò già a marzo scorso all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un noto avvocato barese ed alla denuncia in stato di libertà del responsabile del patronato Enas di Corato.

Secondo l’accusa, gli avvocati, avrebbero sfruttato la posizione di numerosi braccianti agricoli  dei Comuni di Andria, Bisceglie, Corato e Terlizzi presentando una serie di ricorsi davanti al tribunale del lavoro di Trani per presunti crediti nei confronti dell’Inps per il mancato pagamento della rideterminazione dell’indennità di disoccupazione agricola.

Contestate firme false, apposte in calce ai mandati a margine degli atti, nonché attestazioni false circa l’autenticità delle stesse sottoscrizioni. Il tutto con la complicità dei responsabili di alcuni patronati, la cui posizione è al vaglio della magistratura.

Per mezzo di tali illeciti ricorsi, i quattro avvocati,  in 128 casi  accertati avrebbero indotto in errore i giudici del tribunale del lavoro di Trani, ottenendo sentenze di condanna alla liquidazione di somme di denaro sia a titolo di salario reale in favore degli ignari agricoltori ricorrenti e sia di onorari e spese di lite a proprio beneficio.

Inoltre, uno dei professionisti  ha promosso, sempre con  falsi mandati, 215 ricorsi presso la Corte di appello di Lecce chiedendo e nella maggior parte dei casi ottenendo la condanna del Ministero di Giustizia al pagamento di danni morali conseguenti al ritardo delle pronunce di primo grado.
Ben 350 i ricorsi illecitamente patrocinati dai quattro avvocati,  per una somma complessiva indebitamente percepita pari a  518mila euro,  un quarto dei quali già incassati.

 

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