Barletta, morte Teresa Sunna: scambio fatale di etichette nella ditta Mistral di Belfast

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Dal 6 all’8 agosto infatti, gli inquirenti italiani sono stati impegnati sul posto, per indagini internazionali richieste dalla procura di Trani. Il giro di quello che doveva essere semplice sorbitolo, una sostanza non nociva e che si usa comunemente nei test per le intolleranze alimentari, è stato davvero lungo.

Gli agenti investigatori hanno ascoltato vertici e dipendenti dell’azienda R & D Laboratories, che commercializza i suoi prodotti con il nome di Mistral, azienda che si trova a Belfast e che smercia diversi agenti chimici tra cui anche solventi, e accertato che l’innocuo sorbitolo, proveniente dalla Brenntag di Manchester che l’aveva a sua volta acquistato dalla Cargill di Rovigo, era stato spacchettato proprio a Belfast e confezionato in pacchi da cinque chili.

Ma l’etichetta “sorbitolo” è finita su un pacco di letale nitrito di sodio e così è stata venduta su Ebay al centro medico del dottor gastroenterologo Ruggiero Spinazzola, di Barletta. Dove lo scorso 24 marzo la tranese Teresa Sunna si recò e incontrò la  morte dopo aver sostenuto un test per intolleranza alimentare dell’helycobacter pylori.

Insieme alla povera Teresa altre due donne si sottoposero allo stesso test e con la stessa sostanza: si tratta di Addolorata Piazzolla, di 62 anni, di Margherita di Savoia, e Anna Abbrescia, la 32enne di Altamura, più fortunate perchè erano riuscite a rigurgitare la sostanza.

Gli indagati sinora tre italiani: oltre al dottor Spinazzola, anche il collega molfettese Mauro Pappagallo e lo spedizionieri Ettore Ciccinelli, che aveva acquistato l’additivo su Ebay usando la sua carta prepagata. Il pm Ruggiero però, accertate le responsabilità della Mistral, attende l’informativa del Nas per i nomi certi e muovere accuse nei confronti degli  irlandesi.

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