Andria, immigrazione clandestina e sequestro di persona: 3 arresti

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La proficua collaborazione tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e Catania ha consentito agli investigatori di documentare che i tre arrestati, in concorso con i 5 cittadini di nazionalità egiziana già sottoposti a fermo il 7 giugno scorso,  avrebbero  gestito, dietro il corrispettivo di 1000 euro a persona ( compresi gli scafisti che hanno dovuto abbandonare l’imbarcazione in avaria ), il trasferimento – dal natante salpato dal porto di Rachid (Egitto) e giunto in acque nazionali ai gommoni utilizzati per raggiungere le coste pugliesi – di 51 cittadini extracomunitari di nazionalità egiziana e somala, favorendone l’ingresso clandestino nel territorio italiano intorno al 20 maggio 2012.

Successivamente, avrebbero fornito la disponibilità di un casolare di campagna ove gli indagati egiziani – approfittando del loro stato di necessità – avrebbero tenuto  segregati i clandestini in attesa che i rispettivi parenti corrispondessero all’organizzazione malavitosa presente in Egitto il pagamento di ulteriori somme di denaro per la loro liberazione (circa 40.000 Lire egiziane per ciascun clandestino).

Quindi avrebbero trasportato  in auto, dai ricoveri di fortuna alla stazione ferroviaria di Trinitapoli, i clandestini di volta in volta liberati.

I tre avrebbero dovuto sovrintendere anche ad un ulteriore sbarco clandestino di 127 cittadini egiziani e palestinesi, non portato a termine perché l’imbarcazione è stata intercettata il 16 luglio u.s., nelle acque costiere antistanti il comune di Giovinazzo, da una motovedetta della Guardia di Finanza di Bari.

 

 

 

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