A Barletta primo congresso nazionale Confalp: Tupputi confermato presidente

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I lavori si sono aperti in mattinata, di fronte ad oltre cento delegati territoriali, provenienti da dodici regioni italiane. Il presidente uscente, Giuseppe Tupputi, ha tenuto la sua relazione nella quale ha ricordato i risultati raggiunti nei due anni e mezzo di vita dell’associazione sindacale.

«Tanti e ottenuti in poco tempo», ha sottolineato Tupputi. «Dalle varie convenzioni sottoscritte con l’Inps Nazionale, alle convezioni di carattere regionale, provinciale e comunale e quindi con i vari enti dislocati su tutto il territorio nazionale. Gli accordi quadro sottoscritti con la Ciu, con il patronato Enac. Accordi – ha aggiunto Tupputi – che hanno permesso alla nostra confederazione di essere pronta a soddisfare qualsiasi esigenza del territorio. Accordi di tipo politico-organizzativo che sono stati il volano per la ramificazione della nostra confederazione su tutto il territorio nazionale».

Successivamente hanno portato i loro saluti il sindaco di Barletta Pasquale Cascella, il vicesindaco Anna Rizzi Francabandiera, l’eurodeputato Nicola Caputo, il consigliere regionale e comunale Filippo Caracciolo, il consigliere comunale Pasquale Ventura, il presidente nazionale del patronato Enac Giovanni Paolino e il presidente regionale dell’Uci Vito Laterza. La mattinata si è quindi conclusa con gli interventi dei responsabili delle sedi territoriali.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti all’insegna della formazione altamente qualificata, relativamente ai servizi di patronato. Angela Boccardo, della sede Confalp di Roma, ha illustrato le procedure per l’istruttoria delle pratiche in materia previdenziale a seguito delle ultime novità telematiche. Successivamente Giacomo Demichele, componente del Comitato Provinciale che decide in merito ai ricorsi in seconda istanza presentati all’Inps, ha parlato della fasi del ricorso amministrativo in materia di previdenza sociale. Terzo ed ultimo intervento quello dell’avvocato Francesco Di Natale, specializzato in materia previdenziale, che ha affrontato la tutela legale in ambito amministrativo e giudiziario.

Successivamente c’è stato l’annuncio di una novità molto importante. La direzione centrale della Confalp ha istituito un nuovo servizio: l’elaborazione delle buste paga attraverso una piattaforma telematica, che consentirà alle sedi territoriali di fornire agli assistiti un nuovo servizio con l’abbattimento dei costi.

Subito dopo c’è stata l’elezione dei componenti del nuovo Consiglio Direttivo, del nuovo Consiglio Esecutivo e del nuovo presidente dell’organizzazione sindacale. Alla guida della Confalp è stato riconfermato il presidente uscente, Giuseppe Tupputi, il quale ha tenuto un discorso di ringraziamento, annunciando gli obiettivi futuri dell’associazione sindacale.

«La nostra caratteristica principale resta quella della giusta sinergia tra le esigenze del territorio e la capacità di ascolto della struttura centrale. Struttura ridotta ai minimi termini, ma capace di dare risposte efficaci e soprattutto efficienti», ha spiegato il neo presidente. Che ha poi affrontato due argomenti importanti, e di stretta attualità: la volontà del governo Renzi di abolire l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e la proposta di inserire il Trf in busta paga.

«Non è abolendo l’articolo 18 che si risolvono i problemi dell’economia italiana. Servono invece investimenti a favore delle imprese per riattivare il ciclo produttivo, e una riduzione dell’imposizione fiscale che riguardi anche i lavoratori», ha affermato Tupputi. Quanto alla questione del Tfr, il presidente della Confalp si è detto favorevole al suo inserimento in busta paga. Ma «ad una condizione, ovvero che le banche concedano alle aziende i soldi per affrontare un tale onere a tasso zero».

Pensando al futuro della Confalp, Tupputi ha ribadito «l’impegno a fare della formazione il caposaldo della prossima attività sindacale, unico mezzo per assistere davvero i lavoratori e fare in modo che mantengano il loro impiego o ne trovino un altro in breve tempo. Vogliamo fare sindacato in maniera diversa – ha concluso il presidente – quindi niente scioperi a priori come fanno invece le grandi sigle sindacali, che pensano soprattutto a proteggere i loro interessi di apparato. La Confalp darà sempre più spazio ai servizi rivolti alla persona. Questa è l’unica strada per tirarci fuori dalla spirale negativa nella quale il paese è risucchiato da ormai troppo tempo».

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