Arcigay Bat e associazioni su ddl Scalfarotto contro omotransfobia: «Un po’ di chiarezza»

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 Difficile capire quando, dal momento che non è stato ancora calendarizzato. In realtà non si tratta di una legge ad hoc, ma un allargamento a omofobia e transfobia della legge Mancino del 1993 che condanna l’istigazione alla violenza per motivi religiosi, etnici e razziali con pene più severe rispetto all’articolo 61 del codice penale sulle aggravanti comuni.

Il nuovo articolo integra dunque la norma con le discriminazioni di natura transfobica e omofobica e prevede:

a) la reclusione fino a un anno e sei mesi per chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati sull’omofobia o sulla transfobia;

 b) la reclusione da sei mesi a quattro anni per chiunque, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati sull’omofobia o sulla transfobia.

Il problema è che se la legge venisse approvata con le modificazioni apportate dal sub-emendamento Gitti ci sarebbero ben pochi atteggiamenti omofobici da perseguire. Nella fattispecie, tale sub-emendamento sostiene che “non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.

In parole povere, il singolo omofobo rischia di infrangere la legge, più persone riunite sotto l’egida di un’organizzazione potrebbero aggirare più facilmente l’ostacolo. Insomma, la legge sarebbe punitiva nei confronti di chi esercita violenza o pronuncia i cosiddetti hate speech (discorsi d’odio) nei confronti della comunità lgbtqi, non certamente di chi manifesta la sua legittima contrarietà ai matrimoni tra persone dello stesso sesso o alle adozioni gay e lesbiche, un diritto che rientra nell’inalienabile libertà di espressione. Riteniamo dunque che manifestazioni in difesa della libertà di opinione che questa legge andrebbe a limitare siano del tutto infondate.

Comunicato stampa:

Arcigay Bat Le Mine Vaganti

Presidio Antifascista di Bisceglie

Coordinamento Genitori Democratici Bat

Associazione Made in Blu – Bisceglie

Circolo Arci Carlo Cafiero di Barletta

Sinistra Ecologia Libertà – Sezione di Bisceglie

Partito Democratico – Sezione di Bisceglie

ARCI Puglia

Circolo Arci Open Source di Bisceglie

Comitato promotore U.A.A.R. Bat

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