Bisceglie, grande successo per il convegno Agrinsieme e Gal sulla nuova PAC

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 Nelle prime file della Centrale Ortofrutticola di Corso Garibaldi a Bisceglie, location dell’incontro, presenti i presidenti delle province di Bari e della Bat Francesco Schittulli e Francesco Ventola e numerosi sindaci e assessori dei comuni delle due provincie, in fascia tricolore.

Sul palco, invece, tra gli altri, l’Assessore Regionale alle Politiche Agroalimentari Fabrizio Nardoni, il vicepresidente di Confagricoltura Bari/Bat Giacomo Patruno, il direttore di Cia Bat Nicola Cantatore, il vicedirettore di Confagricoltura Bari/Bat Gianni Porcelli, il Responsabile Legacoop Puglia Agroalimentare Angelo Petruzzella, la Direttrice di Confcooperative Miriam Girone, i direttori dei GAL e il presidente della OP Arca Fruit Sergio Curci, moderati dal Direttore di Confagricoltura Bari/Bat, Saverio De Bellis.

Oggetto del convegno, che ha richiamato moltissimi operatori del settore, la presentazione del protocollo d’intesa proposto da Agrinsieme Bat e dai tre GAL sulla riforma della PAC. Tale documento è stato condiviso dai sindaci presenti ed da altri non intervenuti, che si sono impegnati a portarlo all’approvazione dei rispettivi consigli comunali. I conseguenti atti deliberativi saranno poi consegnati alla Regione Puglia.

Un documento sottoscritto in vista della scadenza del 1° agosto 2014, data in cui il governo italiano dovrà comunicare le proprie opzioni demandate dai regolamenti comunitari su aspetti particolarmente importanti della riforma.

Dalla definizione di agricoltore attivo al regime di aiuto per i piccoli operatori e i giovani agricoltori, dalla riduzione progressiva del numero e del tetto massimo dei pagamenti al greening, passando per l’aiuto accoppiato e convergenza: tutti temi su cui gli operatori e gli organismi che li rappresentano hanno le idee molto chiare.

L’obiettivo è tutelare le colture di pregio presenti nel territorio (olivicoltura, ortofrutta, vitivinicoltura e cerealicoltura) e ridurre nel contempo l’incidenza che le scelte delegate allo stato membro potrebbero avere sul sistema agricolo locale.

Le richieste, in sintesi, si riducono a: sì all’inclusione dei vigneti da vino tra le superfici ammissibili per i pagamenti diretti, no all’inclusione dei pascoli se non per le aziende zootecniche, sì al modello di convergenza cosiddetto “irlandese”, che garantisce minori perdite rispetto allo storico, sì ad una selezione degli “agricoltori attivi” su basi concrete che evidenzino gli agricoltori che ricavano redditi consistenti dal settore agricolo, sì alla regionalizzazione per aree omogenee distinguendo olivicoltura e colture estensive,  sì all’innalzamento dei requisiti minimi per accedere ai pagamenti diretti e al greening con sistema di pagamento proporzionale.

«Se non diamo battaglia su questi temi, i nostri operatori agricoli perderanno il 50% degli aiuti e saranno costretti a chiudere – ha commentato Gianni Porcelli, vicedirettore  Confagricoltura Bari – Bat. – Gran parte della partita, la Puglia se la gioca poi sugli aiuti accoppiati, per cui il budget è stato quadruplicato ma bisogna battersi fermamente affinché sia riconosciuto anche per l’olivicoltura».

“La Regione Puglia ha investito molto, nella programmazione 2007/2013, sul ruolo dei suoi 25 GAL. E siamo certi che anche la nuova programmazione, a fronte dei risultati assolutamente lusinghieri sul nostro territorio dai gruppi di azione locale, continuerà ad investire sul loro ruolo di intermediazione tra istituzioni e operatori del settore. La nuova PAC, ci offrirà anche una opportunità in più, quella del plurifondo, che consentirà di integrare con ancora maggiore efficacia strategie turistiche, cultura, tutela dell’ambiente e sviluppo economico del territorio. Le nuove risorse si inseriranno direttamente e coerentemente nel sistema di programmazione esistente, facilitandone e qualificandone l’attuazione” ha dichiarato, invece, Paolo De Leonardis, Direttore GAL Le Città di Castel del Monte.

Dopo gli interventi dei presidenti Schittulli e Ventola, i lavori sono stati conclusi dall’Assessore regionale Nardoni, il quale ha sottolineato, tra l’altro, la necessità di includere un sottoprogramma “olivicoltura” nella nuova programmazione di sviluppo rurale regionale, destinando parte delle risorse del PSR alla crescita competitiva delle aziende, con un occhio puntato a quelle realtà di qualità e ad un sistema competitivo di mercato.  Ha aggiunto, infine, che sulle scelte che dovrà operare il governo nazionale è necessario coinvolgere tutto il sistema che ruota attorno all’agricoltura regionale. ( Per info: 080.9648571)

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