Barletta, Unioni Civili: documento Azione Cattolica Diocesana “Famiglia per sempre!”

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“Nell’attuale contesto fortemente individualista e relativista emerge in modo palese che non c’è spazio e tempo per una dichiarazione che sia “per sempre!”. Ancor più in una società ipertecnologica dove tutto diventa rapidamente obsoleto e facilmente sostituibile, non è pensabile che qualcosa sia “per sempre!”.

Ma non possiamo riportare questi esempi quando parliamo di Persone! Ogni persona è tale dal concepimento alla sua morte naturale. Certamente non nascondiamo le debolezze, i limiti, le innumerevoli difficoltà che si vivono nelle relazioni interpersonali, specie in famiglia, ma tutto ciò non ci sottrae dal guardare in alto, cioè a tendere a raggiungere, con impegno costante, quel valore di “fedeltà” che è “per sempre!”.

Il mondo cattolico non condivide l’istituzione del “registro delle unioni civili”, non per atteggiamenti discriminatori, ma per onestà intellettuale e per coerenza con i valori cristiani, che proprio in preparazione alla Pasqua, ci ricordano che per giungere alla felicità non possiamo prendere scorciatoie, ma il sacrificio, la sofferenza sono elementi “umani” (non extraterrestri) dai quali non possiamo sottrarci, ma sono utili per rafforzare la nostra crescita e giungere con fierezza a conquiste edificanti per un bene comune e più grande rispetto a quello individuale.

Riteniamo la famiglia una unione naturale che da sempre è segno di crescita e progresso per l’umanità e che proprio per la sua natura, non potrà mai tramontare, anche se sottoposta a continui attacchi puramente ideologici.

L’attenzione del mondo cattolico è, sempre, di dialogo e confronto con tutti, proprio perché ciò che ci sta a cuore è il bene della Persona, di ogni persona, a prescindere dalle situazioni e dagli ambienti in cui vive. Infatti, da decenni, nella Chiesa è in atto il sostegno alle famiglie ferite e provate da diverse difficoltà: materiali, psicologiche e spirituali.

La famiglia è il contesto relazionale insostituibile per soddisfare i bisogni naturali della persona e per promuovere l’identità personale e sociale; in questa realtà la società gioca la sua stessa sopravvivenza, nel passaggio di generazione in generazione.

Riteniamo, altresì, che il matrimonio esprime l’esigenza sociale di certezza nei rapporti giuridici, ma soprattutto rappresenta una pubblica assunzione di responsabilità da parte dei coniugi verso la società, specie in ordine alla generazione e all’educazione dei figli.

La richiesta di un riconoscimento giuridico da parte di “unioni civili” è l’immagine istituzionale di un matrimonio “annacquato”, ritagliato a misura di chi vuole per sé diritti che competono alla famiglia, pur non assumendo i medesimi doveri.

Nella ricerca di un “bene comune”, ossia di un bene più alto rispetto ad un bene personale, auspichiamo una seria riflessione che tenda a Valori da raggiungere perché importanti e duraturi, piuttosto che accontentarsi di qualcosa di più semplice e idoneo solo per particolari momenti”.

1 COMMENTO

  1. Forse da una parte del mondo cattolico. Ci sono molti cattolici che hanno compreso il valore del riconoscimento del legame d’amore che unisce due persone omosessuali. La famiglia nasce dall’amore che unisce i suoi membri. Anche i cattolici omosessuali soffrono e amano. A me sembra che Azione Cattolica abbia dimenticato quello è il massimo comandamento di Cristo, l’amore.

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