Crisi imprese nella Bat, l’allarme Codicom Puglia: «Territorio divorato»

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L’analisi critica dell’Associazione poggia le sue basi anche sui dati raccolti da UNIMPRESA- BAT e Cgil Bat: “I rapporti recentissimi emersi dalle relazioni della CGIL, sul fronte occupazionale, e dell’UNIMPRESA BAT, sul fronte delle imprese, parlano chiaro e sono inconfutabili. In pochi anni il numero delle imprese attive su quel territorio è calato di molte migliaia e l’attenta, lunga edarticolata relazione che proprio il presidente di Unimpresa Bat, l’andriese Savino Montaruli, ha tenuto nelcorso del recente convegno a Bari sul tema “Impresa e Tradizione, la crisi sta distruggendo l’una e l’altra”, ha fornito moltissimi elementi di riflessione.- La perdita delle piccole e medie imprese difatti incide sul tessuto sociale di una comunità; la vita di un “negozio” può, magari, persino scandire le ore di una giornata: è così che un’attività entra a fare parte della tradizione dei nostri paesi, delle nostre città.- Il recente congresso della CGIL Bat, tenutosi a Barletta, è stato un altro interessantissimo momento di riflessione e i dati emersi dalle relazioni sono anch’essi tanto chiari quanto preoccupanti con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro e un tasso di disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ormai vicino al 50%.”

I dati emergono come un vero e proprio macigno sul capo dei conterranei e diventano un peso davvero insopportabile se questi numeri vengono confrontati con quelli europei. “Una situazione in continuo peggioramento che aumenta sempre più il profondo gap con altri Paesi europei che, al contrario, registrano una ripresa economica ed occupazionale generata anche dall’efficienza dei servizi e dalla valorizzazione dei sistemi turistici che riescono ad utilizzare egregiamente e positivamente gli investimenti infrastrutturali fatti in passato proprio nel settore turismo, altro elemento che caratterizza negativamente, invece, proprio il territorio della provincia Bat che ancora non riesce a sfruttare le sue tante risorse rese spesso infruttuose a causa di politiche di frammentazione e di penalizzanti ed anacronistiche contese. Per quanto riguarda le imprese la condizione è addirittura peggiore in quanto proprio nella sesta provincia il numero di quelle attive è calato in soli pochissimi anni di oltre cinquemila con la conseguenza che anche importanti opportunità sono state rese vane e perdute forse per sempre.”

Come mai una tale incuria abbia investito il sistema produttivo locale, è un enigma: “Di fronte a queste situazioni appaiono incomprensibili ulteriori attese e mancanza di interventi che siano seriamente e realmente produttivi e soprattutto che abbiano momenti di verifica affinché non si continui ad utilizzare denaro pubblico ed investimenti privati in direzioni che già hanno ampiamente dimostrato essere dispersive ed improduttive.”.

Michele Noviello

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