Barletta e gli immigrati, Fratelli d’Italia: «Quell’accoglienza che fa paura»

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“Un cittadino rumeno quasi fatto a pezzi in Via Trani, un altro accoltellato a morte nella centralissima Piazza Aldo Moro ed è di qualche giorno fa l’agghiac­ciante vicenda di Petru Popa Marinel – cittadino rumeno senza fissa dimora – massacrato a coltellate e gettato negli scarichi fognari di Via Andria, il tutto, probabilmente, per un giaciglio a ridosso della linea ferroviaria Bari Nord fatto di vecchi stracci e rifiuti vari.Qualche anno fa l’aggressione – da parte di un lavavetri nordafricano – ad un automobilista ai semafori di Via Foggia il cui unico torto era stato quello di ave­re il parabrezza pulito.

Altri autentici derelitti, che vivono nelle nostre periferie in baracche di cartone o casolari abbandonati, sfruttati nei campi per 12-15 ore al giorno – festivi in­clusi – per l’assurda cifra di 20 euro al giorno, di cui una parte più o meno con­sistente data ai caporali.Per non parlare poi di cittadini cinesi stipati in tuguri di quattro metri per quat­tro a cucire tomaie da mane a sera che nei pochissimi ritagli di tempo mangia­no e dormono negli stessi tuguri.

E poi, “dulcis in fundo”, “last but not least” l’aumento esponenziale di furti ne­gli appartamenti da parte di Rom, Sinti ecc.No, non è un virgolettato estratto dai discorsi di chissà quale fantomatico
estremista, ma semplicemente il degrado e lo squallore in cui sta precipitando la nostra città in nome di princìpi nobili, ma ipocritamente vilipesi come quelli di “accoglienza” e “tolleranza”.

Tutto ciò frutto di politiche cittadine improntate su utopie terzomondiste, sogni di villaggio globale ed altre amenità assortite.Chiariamo subito un punto; in città, vi sono centinaia di cittadini stranieri (ru­meni, slavi, maghrebini, albanesi ecc.) che per senso civico, dedizione al lavoro ed alla famiglia avrebbero tanto da insegnare a tanti barlettani. Fatta questa doverosa precisazione, basta farsi un giro in tante zone della no­stra città per rendersi conto che quella che tutto sommato fino a qualche anno fa era una situazione abbastanza gestibile, oggi sta assumendo i contorni del­ l’emergenza per ciò che riguarda la sicurezza, la vivibilità, l’ambiente e persino la salute, visti i casi sempre più frequenti di malattie che si credevano sparite da quasi un secolo, quali meningite, tubercolosi ecc.
Oggi – ad esempio – per i cittadini residenti nel quartiere San Giacomo- Sette Frati, specialmente nei mesi estivi quando generalmente si tende a tirar tardi, rincasare in certi orari sta divenendo cosa poco raccomandabile.

Non è raro infatti imbattersi in cittadini stranieri che quando va bene hanno “alzato il gomito” e che in casi tutt’altro che rari finiscono le loro serate con ris­se a colpi di bottiglia. Poi c’è la spinosissima questione dei Rom. A Barletta esiste da anni, a ridosso della Nuova Zona 167, nell’area contigua ai nuovi fabbricati per civile abitazio­ne, un accampamento di nomadi le cui condizioni igienico-sanitarie tendono più al raccapricciante che al disastroso. All’interno di questo campo vi è una sorta di discarica con rifiuti di ogni tipo, dove ratti ben pasciuti fanno bella mostra di sé.
Non che le amministrazioni di centro-sinistra non abbiano tentato di “risolvere il problema”. Tra i progetti comunali fortemente voluti dall’amministrazione di centro-sinistra, nel 2010 è stato dato il via ad un atto di indirizzo della giunta, guidata dall’allora sindaco Maffei, con il quale ci si impegnava a realizzare, alle­stire e mantenere un campo nomadi a ridosso di un’area vicino al campo spor­tivo “Manzi – Chiapulin, con tanto di opere di urbanizzazione primaria e secon­daria (luce, acqua e gas…), un vero e proprio schiaffo ai cittadini barlettani oberati da bollette, mutui, fitti etc. e che magari hanno acquistato casa in zona 167 dove oltre ai servizi non ci sono neppure le strade. Cioè i geni che amministrano questa città hanno semplicemente l’intenzione di spostare fisicamente il problema, giammai risolverlo, e per di più aggiungendo ulteriori spese alle già disastrate finanze comunali, con tanto di beffa dei citta­dini ancora privati dei servizi sopra citati.

Per non parlare poi dello strazio dei bambini di tenerissima età avviati all’accat­tonaggio nei pressi dei semafori delle più importanti vie cittadine (altro che scolarizzazione, integrazione, ecc.!) e del problema dei furti negli appartamen­ti, ad opera di questa gente, divenuti oramai sempre più frequenti ed attuati con tecniche organizzatissime che vanno dall’appostamento sotto casa della
vittima predestinata sino all’attuazione del colpo finale, quasi sempre attuato da ragazzini dai 13 ai 16 anni certamente meno soggetti a misure restrittive adeguate.

Insomma gente che fa del furto e dell’accattonaggio un vero e proprio “stile di vita”. Per assistere ad un altro buon esempio di presunta “integrazione sociale”, è sufficiente recarsi presso la villa comunale “G. De Nittis” ormai diventata luogo di bivacco! Qui, alcuni rom trovano ristoro soprattutto nelle ore pomeridiane sdraiandosi e correndo allegramente sulle aiuole, mentre la fontana pubblica ha assunto la destinazione di lavanderia e vasca da bagno durante il periodo estivo.

Oramai sappiamo che il centro-sinistra – che governa questa città dal 1994 – nella migliore delle ipotesi attuerà la celeberrima politica del “Non è a me!!!” e nella peggiore delle ipotesi si limiterà ad apostrofare Noi, di Fratelli d’Italia-Al­leanza Nazionale come: fascisti, nazisti, razzisti, xenofobi ecc.; slogan e luoghi comuni triti e ritriti ai quali non credono più neanche loro ma che sono da tenere sempre a portata di mano per nascondere i loro fallimenti.

Tuttavia, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale non intende nascondersi e sot­trarsi ai vanagloriosi moralizzatori depositari della cultura e della legalità pronti ad agitare il dito nel vuoto, così attenti alle problematiche degli extracomunita­ri e dei rom piuttosto che dei barlettani, cui rivolgono le proprie attenzioni, solo ed esclusivamente, in occasione della campagna elettorale. Certamente un sindaco e la sua giunta non hanno il potere di governare i flussi migratori, tuttavia è innegabile il fatto che poco o nulla l’amministrazione co­munale di Barletta ha fatto per combattere questi fenomeni e per scongiurare la triste eventualità che presto o tardi la nostra città possa diventare una nuo­va Rosarno.

Che senso ha festeggiare l’avvento della Prefettura a Barletta come una meda­glia al petto quando sindaci, assessori e consiglieri comunali che si sono sus­seguiti non sentono l’esigenza di far presente al Prefetto il grave problema di ordine pubblico venuto a crearsi legato all’immigrazione illegale? Perché la polizia municipale non prova a farsi un giro in quel letamaio che è di­ventato l’accampamento Rom? Perché gli assistenti sociali, tanto solerti coi disoccupati e gli indigenti barletta­ni , fingono di non vedere neonati e bambini usati per l’accattonaggio? Perché ispettorato del lavoro e sindacati non muovono un dito contro lo sfrut­tamento di immigrati pagati 1,50 euro all’ora per lavorare nei campi e che ma­gari mangiano, dormono e fanno i loro bisogni fisiologici in baracche di cartone stipate nelle nostre campagne?

La linea di Fratelli d’Italia in merito a queste problematiche è chiarissima: nes­sun territorio può ospitare più persone di quante ne possa accogliere e assiste­re, visto e considerato che oramai quasi metà dei nostri concittadini sono nella soglia di povertà.

Non c’è niente di ‘umanitario’ nell’aprire indiscriminatamente le porte a tutti, per poi destinare a una vita di marginalità e povertà chi si stabilisce a Barletta e che inevitabilmente andrà ad aumentare le fila della criminalità, locale e non. Più che domande queste sono constatazioni, anche perché – come già detto in precedenza – a queste domande sappiamo già come risponderebbero sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza e sarebbe un rimarcare da parte loro dei soliti luoghi comuni e delle accuse di fantomatico razzismo che tanto fà figo al giorno d’oggi. Quanto ai consiglieri d’opposizione, beh lasciamo perdere per carità cristiana!”.

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