Trani, “Alzheimer Cafè” presso il Centro Jobel: sostegno e attività per anziani

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Saranno presenti Giuseppe Ferrari (pres. A.D.A. Trani), mons. Don Mimmo De Toma (vicario episcopale per la Città di Trani), il dott. Franco Mastroianni (specialista in gerontologia e geriatria presso l’ospedale Miulli di Acquaviva) e le dott.sse Anna Laura De Bari, Marilisa Ferrari, Carmela Filannino, Marianna Matera e Celeste Petrelli.

Il ciclo d’incontri prenderà il via già in questo mese, spiega Giuseppe Ferrari, e proseguirà con cadenza quindicinale sino a maggio 2014, secondo il calendario distribuito all’atto dell’iscrizione.

La partecipazione è del tutto gratuita e, spiega Ferrari, vuol essere un’occasione informale d’incontro tra malati di Alzheimer, familiari e volontari allo scopo di condividere le fatiche e le difficoltà quotidiane, porre domande ad operatori qualificati che hanno offerto la propria disponibilità ed ottenere risposte per affrontare più serenamente la propria quotidianità.

Lo spirito con cui affrontiamo questa esperienza, continua Ferrari, è riposto in quel sentimento di tenerezza del cuore verso gli anziani, soprattutto verso coloro che soffrono a causa della malattia di Alzheimer, per cercare di donare loro un sorriso e aiutare i familiari.

Ad ogni incontro i familiari sono coinvolti in attività di informazione e approfondimento sugli aspetti della malattia che più influiscono nella cura dei propri cari. Parallelamente, le persone con demenza di Alzheimer partecipano ad attività mirate a preservare e stimolare le capacità residue, con l’aiuto di psicologhe e volontari.

Quest’anno, visti i bei risultati delle scorse edizioni, aggiunge il presidente A.D.A. Trani, abbiamo pensato di dedicare maggiore spazio alla musicoterapia. Inoltre, come nella precedente edizione, è previsto un momento di approfondimento e condivisione spirituale con don Mimmo de Toma, socio onorario e guida spirituale della nostra associazione.

Nel corso della conferenza stampa, sarà reso noto anche l’avvio del progetto “Sportello ADA per l’Anziano e la sua famiglia”, invero già svolto in via sperimentale nel corso di questi ultimi mesi, e destinato a offrire una serie di informazioni e servizi sulle principali problematiche legate alla terza età.

Ricordiamo le illuminanti parole che Papa Francesco, lo scorso 23 novembre, ha rivolto ai partecipanti alla ventottesima Conferenza Internazionale per gli Operatori Sanitari (promossa dal Pontificio Consiglio per la pastorale della salute):

“Le persone anziane portano con sé la memoria e la saggezza della vita, per trasmetterle agli altri, e partecipano a pieno titolo della missione della Chiesa. Ricordiamo che la vita umana conserva sempre il suo valore agli occhi di Dio, al di là di ogni visione discriminante. Con il prolungamento delle aspettative di vita è cresciuto il numero di persone che va incontro a patologie neurodegenerative, anche con un deterioramento delle capacità cognitive. Si tratta di patologie che investono il mondo sociosanitario, delle strutture socio-assistenziali e della famiglia che – dice il Papa – resta il luogo privilegiato di accoglienza”. Infine, Sua Santità ha ricordato che la mente e il cuore delle persone anziane con gravi patologie degenerative, anche quando le capacità cognitive sono ridotte o perdute, non interrompono il dialogo e la relazione con Dio.

“Con questi sentimenti intendiamo offrire il nostro aiuto, convinti che anche se quello che facciamo rappresenta una goccia nell’oceano, se non ci fosse questa goccia, all’oceano mancherebbe (Madre Teresa di Calcutta)”, conclude la nota.

 

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