Bisceglie, “Progetto Tesi” Rotaract: il dialetto locale

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L’appuntamento con la seconda tappa del “Progetto Tesi” è fissato alle ore 19.00 di martedì 26 novembre, presso la Sala Di Gregorio del Circolo Unione Bisceglie.

Con il “Progetto Tesi”, coordinato dalla prof.ssa Marcella Di Gregorio, da un lato i tre club vogliono premiare gli sforzi degli studenti, offrendo loro una platea attenta ed un ambiente rilassato, dall’altro vogliono condividere le scoperte più interessanti con la cittadinanza, affinché da idea nasca idea, da ricerca si sviluppi ricerca e nuovo sapere comune.

La seconda tappa del “Progetto Tesi” vedrà il Circolo Unione protagonista di un salotto dedicato al dialetto biscegliese. A presentare la tesi dal poetico titolo “Bianca è la Puglia nel ricamo” sarà la dott.ssa Elisabetta La Groia . Introdotta, per l’aspetto lessicografico e lessicologico dal prof. Giuseppe D’Andrea e coadiuvata, nella lettura dei testi in vernacolo dalla prof.ssa Angela Garofoli, la dott.ssa Lagroia illustrerà il suo notevole lavoro, sviluppato in due parti.

Da un lato, difatti, la tesi recupera e sviluppa in prospettiva diacronica un lavoro scientifico sul dialetto locale, che ha le sue uniche tracce in una tesi del 1939 (a cura di Iolanda Di Gregorio). Dall’altro, il lavoro compie un’incursione nella lingua viva, attraverso una serie di interviste a tema sulle tradizioni, gli usi, i costumi, le storie familiari e gli antichi mestieri (come quello delle ricamatrici, che da il titolo alla tesi), riportate nell’idioma locale.

“Un’occasione imperdibile – spiega il presidente Rotaract Emilia Angarano -per riscoprire, in maniera scientifica, le nostre radici, fatte di parole, storie, tradizioni. E che a portarci per mano a spasso nel tempo sia un giovane, non può che renderci orgogliosi di questo interclub. Il Progetto Tesi ha tra i suoi obiettivi anche quello di contagiare le nuove generazioni con l’entusiasmo che altri giovani mostrano nei confronti di un progetto, di un lavoro, di una idea. Ci auguriamo che siano in tanti a cogliere questa opportunità di condivisione dei saperi”.

 

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