Barletta, presentato il progetto Ai.Bi. “Bambini in alto mare”: emergenza Lampedusa

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L’iniziativa nasce soprattutto  per far fronte al forte esubero  all’interno dei centri di accoglienza siciliani, di quei  minori non accompagnati, donne sole  e gestanti  sopravvissuti alla tragedia di Lampedusa dello scorso 3 ottobre.

“Siamo a Barletta da due anni, e numerose sono le famiglie accoglienti –  ha esordito la responsabile della sede di Ai.Bi. Puglia, Floriana Canfora –  in questo momento  a Lampedusa sono circa 7000 i minori non accompagnati  tra gli 11 e i 17 anni e le famiglie che vogliano aderire al nostro progetto di accoglienza  possono semplicemente compilare un format sul sito Ai.Bi;  precedenza verrà data a coloro che abbiano un’ esperienza genitoriale, invece se non si è “famiglia” e dunque non si ha una casa, possiamo ospitare i minori anche in strutture come bed &breakfast o offrire qualsivoglia sistemazione che possa essere dignitosa. La nostra associazione oltre all’ accoglienza  assistita si  occupa anche dell’eventuale rimpatrio assistito dei minori.”

Chi accoglie un figlio non deve necessariamente  essere  ricco  – ha affermato nel corso della conferenza stampa  l’assessore alle politiche sociali e vicesindaco del Comune di Barletta  Anna Rizzi Francabandiera – dalla mia personale esperienza di figlia adottiva, ritengo che per  i bambini è importante percepire  il calore di una famiglia. Non solo le famiglie ma anche i single possono aiutare i bambini figli dei migranti sopravvissuti al dramma di Lampedusa . Ma più in generale voglio esortare le famiglie ad adottare i bambini  che non hanno avuto la fortuna di conoscere i proprio genitori biologici, togliamo questi minori dagli orfanotrofi perché tuttavia questi rappresentano anche un  consistente costo economico per la collettività. Voglio anche sottolineare che  l’amministrazione comunale ha partecipato  pertanto al bando regionale per il potenziamento  dell’affido.”

“  I dati sono allarmanti, e 1800 sono  i bambini profughi a Lampedusa  – ha proseguito il coordinatore del Gruppo Familiare Locale della Puglia, Antonio Gorgoglione- da genitore biologico  e da genitore adottivo posso garantirvi che questi bambini hanno davvero bisogno dell’affetto di una famiglia. Sin ora sono circa 830 le famiglie su tutto il territorio nazionale,  che spontaneamente  hanno aderito al progetto.  Tuttavia Ai.Bi. ha di recente  messo a punto una proposta di legge presentata al Parlamento che possa riformare e snellire l’iter burocratico necessario per l’adozione. È importante del resto, che le coppie che intendano adottare un minore vengano specificatamente formate e che quelle meno abbienti possano usufruire di specifici fondi regionali nel caso in cui vogliano adottare un bambino.  Le famiglie non  saranno mai lasciate sole da Ai. BI., saranno seguite dall’affido temporaneo dei minori di Lampedusa  sino ad una  probabile e potenziale adozione vera e propria.”

Dora Dibenedetto

4 COMMENTI

  1. io sono Barbaraa son disabile uso la sedia per camminare son spos da 6 anni mi piacerbbe tanto adotare un bimbo ma lo ssò che le leggi mi escludono chissà se posso adottare una bimba che ha avuto questa sfortua giuro gli darei tant e tanto amore.
    se mi volete contattare

  2. Sono molto interessata a questa stupenda opportunità . Contattatemi e anch’io cerco di raggiungervi . Giulia bergamo

  3. salve sono anna ho una bimba di 4 anni . io e mio marito saremo interessati ad un affidamento o se semplice all’adozione di bimbo/a.

    grazie aspetto vostre gradite notizie.

    anna

  4. Tutti coloro che fossero interessati a ricevere maggiori informazioni sul progetto “Bambini in alto mare” possono rivolgersi all’ Ai.Bi. Barletta, telefono: 0883/571890, o inviare una mail a barletta@aibi.it

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