Papa Francesco riceverà l’Arcivescovo Mons. Pichierri: visita ad limina

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Nel proseguire la sua missiva, l’Arcivescovo spiega il valore e il significato della “Visita ad limina”. Essa esprime il profondo legame tra le diverse chiese particolari e il Santo Padre, successore di Pietro:“I Vescovi – scrive l’Arcivescovo – sono invitati ad andare a Roma periodicamente (in genere ogni 5 anni) per ‘incontrare Pietro (il Papa)’, compiere un pellegrinaggio alla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo, fondatori della Chiesa di Roma, ed esprimere e rafforzare l’unità e la collegialità della Chiesa diocesana con la Chiesa di Roma, che presiede nella carità tutte le Chiese”.

Durante l’incontro l’Arcivescovo presenterà a Papa Francesco una relazione sulla situazione generale dell’Arcidiocesi durante gli ultimi cinque anni, “base per il colloquio con il Papa e i Dicasteri della Curia romana”. L’ultima visita avvenne nel 2007 tra il 12 e il 17 maggio.

La lettera dell’Arcivescovo alla comunità diocesana

 Carissimi ministri ordinati, persone di vita consacrata, fedeli laici,

Il Santo Padre Francesco mi ha chiamato alla Visita ad limina per il 13 maggio 2013. Vado con gioia e gratitudine per il dono che riceve tutta la nostra Chiesa diocesana. Perché possiate accompagnarmi spiritualmente in modo consapevole, rispondo ad alcune domande.

Cos’è la Visita ad limina? Visita ad limina apostolorum significa “visita alle soglie degli Apostoli”. I Vescovi sono invitati ad andare a Roma periodicamente (in genere ogni cinque anni) per “incontrare Pietro (il Papa)”, compiere un pellegrinaggio alla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo, fondatori della Chiesa di Roma, ed esprimere e rafforzare l’unità e la collegialità della Chiesa diocesana con la Chiesa di Roma, che presiede nella carità tutte le Chiese.

Cosa esprime la Visita ad limina? Esprime la comunione con il Papa e tra tutti i Vescovi. “Ciascun (Vescovo) – come dice la Pastor bonus – con la sua responsabilità inderogabile, rappresenta a suo modo il noi della Chiesa, il noi dei fedeli, il noi dei Vescovi, che in certo senso costituiscono l’uniconoi nel Corpo di Cristo”. La Visita ad limina si presenta come espressione della sollecitudine pastorale di ciascuno e di tutti i Vescovi uniti col Papa, ed è uno dei momenti privilegiati di comunione, come uno scambio di doni, una crescita e un consolidamento della collegialità. Si tratta di un’esperienza di comunione pastorale, di partecipazione alle ansie e alle speranze che vivono le Chiese in vista del mandato di evangelizzare secondo le esigenze del momento storico in cui la Chiesa vive.

Cosa dirò al Papa della nostra Arcidiocesi? Innanzitutto presenterò una relazione redatta secondo il formulario elaborato dalla Congregazione dei Vescovi. Esso riguarda la vita della Diocesi e la missione del Vescovo: dalla descrizione territoriale della Diocesi, all’organizzazione della Curia e della stessa Diocesi, alla popolazione, allo stato della vita cristiana dei fedeli, fino al numero dei sacerdoti, alla vita del presbiterio, del seminario, delle parrocchie e delle scuole cattoliche. Non manca la pastorale familiare, quella della salute, la dottrina sociale della Chiesa, la carità e le relazioni del Vescovo con le autorità civili, lo stato delle opere d’arte, i mezzi di comunicazione sociale, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Il tutto si conclude con uno sguardo generale sulla Diocesi e sul futuro della Chiesa diocesana. È la base per il colloquio con il Papa e i Dicasteri della Curia romana. Nel breve tempo di dialogo che il Papa mi concederà porgerò il saluto di tutta la Chiesa diocesana e gli chiederò di benedire il 1° Sinodo diocesano già avviato.

Quando è avvenuta la precedente Visita ad liminaNel 2007 tra il 12 e il 17 maggio.

Cosa potrà dirmi il Papa? Vi riferirò al momento opportuno quello che mi dirà personalmente. Parlerà poi alla CEI, nella prossima assemblea, il 23 maggio, nella Basilica Vaticana, dove i Vescovi d’Italia faranno con Lui la Professione di fede.

Ho voluto informarvi ufficialmente sulla prossima Visita ad limina, perché possiate partecipare tutti, sentendovi in comunione con me attraverso la preghiera. Considero questa Visita ad limina una grazia speciale per la nostra Chiesa diocesana che sta vivendo il suo 1° Sinodo. La comunione con Pietro e con tutte le Chiese del mondo, infatti, rinsalda la nostra comunione in una sinfonia di note e di suoni, armonicamente collegati e fruttuosi.

La Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica. E nella Visita ad limina, che cade in questo anno della Fede, la professione che di Essa facciamo tocca le fondamenta della stessa fede professata da Pietro e da Paolo sino al martirio di sangue.

Il Signore benedica la nostra Chiesa unitamente alla Chiesa di Roma e del mondo intero. Ci accompagni Maria Santissima, madre della Chiesa.

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